La Puglia ha ormai tutti i requisiti per sostenere una compagnia aerea regionale. Non una «compagnia bandiera» in senso tradizionale, ma un vettore snello, industrialmente sostenibile, capace di integrarsi con il sistema aeroportuale regionale e di rispondere a esigenze specifiche di mobilità, turismo e sviluppo.
«Entro 6 mesi saremo operativi con 2 aerei già in trattativa, prezzi calmierati e possibili coperture di slot per Bari e Brindisi, ma soprattutto ricadute positive sul sistema integrato dei trasporti che coinvolge anche Basilicata e Calabria per generare un benessere diffuso e sviluppo territoriale» sostiene Vito Ladisa, socio unico di Puglia Sky e presidente del Taranto calcio, in linea con quanto sostenuto da Decaro e dai ministri Foti e Abodi per favorire i flussi in arrivo per i Giochi del Mediterraneo e avviare quella che Ladisa battezza «La rivoluzione Taranto».
Un ruolo chiave lo giocherebbero gli strumenti pubblici già previsti dalla normativa europea, in particolare i Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg). L’ipotesi allo studio prevede una compagnia basata negli aeroporti pugliesi, con un raggio operativo compreso tra 350 e 700 miglia nautiche. Un perimetro che consentirebbe di collegare l’intera Italia e ampie aree di Europa, Balcani e Nord Africa, utilizzando aeromobili regionali sotto i 100 posti, più adatti a servire rotte a domanda medio-bassa oggi poco attrattive per i grandi vettori.
La prospettiva
Negli ultimi dieci anni la Puglia ha vissuto una trasformazione profonda sul piano della mobilità e dell’attrattività turistica. Il traffico aereo è cresciuto in modo costante, riflettendo il posizionamento della regione come una delle destinazioni più dinamiche del Mediterraneo.
Nel 2025 gli aeroporti pugliesi hanno sfiorato i 12 milioni di passeggeri. Le proiezioni indicano che, entro il 2035, si potrebbe arrivare a 15,2 milioni di passeggeri annui. In questo contesto, l’aereo non è più solo un mezzo di trasporto, ma un’infrastruttura strategica per lo sviluppo economico e sociale della regione.
La posizione geografica della Puglia, la sua orografia e una rete ferroviaria non ancora pienamente integrata con il resto del Paese rendono il sistema aeroportuale essenziale per garantire accessibilità, continuità territoriale e competitività. Eppure, nonostante questi numeri, la connettività pugliese dipende in larga parte da vettori low cost, che operano con logiche saldamente legate alla redditività di breve periodo. Allo stesso tempo, la compagnia di bandiera italiana ha concentrato le proprie operazioni sugli hub principali, lasciando scoperti segmenti fondamentali per il territorio.
In questo quadro si inserisce anche il rilancio dell’aeroporto di Grottaglie e quello di Foggia, destinato a ospitare collegamenti di corto raggio e funzioni istituzionali, contribuendo così a riequilibrare il sistema aeroportuale regionale e a servire aree oggi penalizzate. Una compagnia aerea regionale rafforzerebbe l’offerta turistica, aumenterebbe la stabilità dei collegamenti, ridurrebbe la dipendenza da operatori esterni e genererebbe occupazione qualificata nel settore aeronautico e nei servizi collegati.










