L’Asl Taranto ha avviato un’indagine interna per far luce su presunte procedure anomale nella gestione delle prenotazioni del Cup, dove è stata rilevata la pratica ricorrente, da remoto e fuori dall’orario di lavoro, di cancellazione di prenotazioni presumibilmente fittizie e l’immediata sostituzione con nuovi appuntamenti.
È la stessa azienda sanitaria a confermarlo dopo un articolo pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno.
A parte la nomina di una commissione interna, che sta svolgendo accertamenti, si sono resi necessari «ulteriori approfondimenti – riferisce l’Asl – demandati ad altri settori tecnici e specialistici, con rappresentazione dei dati ai Nas per gli approfondimenti di competenza».
Al momento, comunque, «non vi è alcuna denuncia nei confronti degli operatori Cup né segnalazione alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato».
La commissione incaricata dall’Asl, viene specificato, «ha condotto una prima analisi sul periodo gennaio-giugno 2025, esaminando un numero consistente di record».
Gli accessi da remoto – secondo il quotidiano – sarebbero avvenuti anche di notte. Dall’analisi è emersa, «in un campione significativo di operatori Cup, una pratica ricorrente di cancellazione e immediata ri-prenotazione durante l’orario di servizio». Una condotta che, evidenzia peraltro l’Asl, «pur particolare per frequenza, non è e non implica di per sé un illecito».
L’azienda sanitaria chiarisce che «dal punto di vista tecnico in tutti i Cup, regionali e nazionali, questa operazione è possibile e rientra tra le funzionalità attuabili nel momento in cui il cittadino intende rinunciare alla prenotazione».
Contestualmente sono state rilevate «attività di prenotazione e cancellazione effettuate da remoto in orari non ordinari, riconducibili ad alcuni operatori». Circostanza che «ha sollevato ragionevoli dubbi» e reso necessari «ulteriori approfondimenti».










