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Taranto, un rigassificatore nel porto? Legambiente: «È un macigno, penalizzerebbe traffici e operatori marittimi»

Un rigassificatore al Molo Polisettoriale? No, grazie. È la risposta di Legambiente Taranto secondo l’ipotesi progettuale di realizzare la struttura, entro il 2028, che prevede la movimentazione di circa 100 navi metaniere l'anno, con una capacità media di 200 mila metri cubi di Gnl e 2,8 attracchi a settimana per 48 settimane. «Un macigno per…
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Un rigassificatore al Molo Polisettoriale? No, grazie. È la risposta di Legambiente Taranto secondo l’ipotesi progettuale di realizzare la struttura, entro il 2028, che prevede la movimentazione di circa 100 navi metaniere l’anno, con una capacità media di 200 mila metri cubi di Gnl e 2,8 attracchi a settimana per 48 settimane. «Un macigno per il porto di Taranto. Un progetto che guarda al passato, da respingere senza se e senza ma», sottolinea l’associazione ambientalista.

Per l’associazione si tratta di «un progetto con lo sguardo rivolto al passato, che comporta gravissimi rischi in caso di incidenti o eventi meteo avversi e che potrebbe penalizzare traffici e operatori marittimi con tempi di attesa più lunghi e maggiori costi».

L’intervento

«Se per il rigassificatore a Taranto, collocato non a 22 chilometri dalla costa, ma onshore alla testa del Molo polisettoriale (anche se, nella documentazione dei proponenti, si indica “…assumendo quindi una configurazione equipollente ad un Offshore”), e situato in un’area prossima ad altri impianti classificati a rischio di incidente rilevante, fossero adottate le medesime distanze di sicurezza previste per Livorno, verrebbe compromessa qualunque attività portuale non legata alle navi metaniere», dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto che aggiunge: «Lo stesso risultato si otterrebbe anche ipotizzando una zona di interdizione limitata a soli 500 metri dal confine dello stabilimento».

Poi il presidente ambientalista conclude che l’impianto: «monopolizzerebbe ed affosserebbe una struttura pubblica su cui sono state investite ingenti risorse».

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