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Taranto, Stano (M5S): «Il mercato ortofrutticolo ai privati? Così si perde sovranità alimentare»

«L'annuncio della consultazione per la gestione e riqualificazione del Mercato Ortofrutticolo (ME.TA.) è l'ennesima conferma di una visione politica che preferisce cedere il timone ai privati piuttosto che assumersi la responsabilità di una gestione pubblica efficiente e strategica». È l’accusa lanciata all’amministrazione guidata dal sindaco Piero Bitetti dal consigliere comunale Gregorio Stano (M5S). «Il ME.TA.…
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«L’annuncio della consultazione per la gestione e riqualificazione del Mercato Ortofrutticolo (ME.TA.) è l’ennesima conferma di una visione politica che preferisce cedere il timone ai privati piuttosto che assumersi la responsabilità di una gestione pubblica efficiente e strategica». È l’accusa lanciata all’amministrazione guidata dal sindaco Piero Bitetti dal consigliere comunale Gregorio Stano (M5S).

«Il ME.TA. non è un semplice immobile da mettere a rendita, ma un’infrastruttura vitale per la sovranità alimentare del nostro territorio. Parliamo di un nodo di scambio che collega l’arco ionico ai mercati nazionali. Affidarne la gestione a un operatore privato significa, nei fatti, rinunciare al controllo pubblico su un settore delicatissimo come quello agroalimentare, con il rischio che le logiche del profitto prevalgano sulla tutela dei piccoli produttori locali e sulla qualità dei servizi alla collettività», accusa l’esponente del M5S, secondo il quale le «criticità operative» e la «limitata capacità di investimento» citate dall’amministrazione sono il risultato di anni di mancata visione e manutenzione programmata.

I timori

Si temono la perdita del controllo strategico della logistica pesante e l’aumento dei costi per i boxisti e i produttori, che inevitabilmente ricadrebbe sui prezzi al consumo per i cittadini tarantini. «Il Comune non può usare l’alibi della necessità di riqualificazione come scusa per dismettere il patrimonio. Esistono canali di finanziamento europei e regionali che andavano intercettati per ammodernare l’hub del freddo e le strutture direzionali», sostiene il M5S. L’alternativa proposta passa da un modello di gestione pubblica partecipata o l’istituzione di un’azienda speciale che possa reinvestire gli utili nel miglioramento tecnologico della struttura, senza rinunciare al bene comune a servizio dell’agricoltura tarantina, lucana e calabrese.

Le critiche

Sulla stessa linea del M5S anche il consigliere forzista Massimiliano Stellato, che parla di «svendita della città e di abdicazione del ruolo pubblico» dell’amministrazione. «Siamo di fronte a una strategia di privatizzazione selvaggia – dice – che pezzo dopo pezzo sta smantellando l’ossatura dei servizi pubblici ai cittadini».

Secondo Stellato, il percorso intrapreso dall’amministrazione ricalca un copione già visto con gli asili nido e con Kyma Ambiente. «La tattica appare ormai chiara e preoccupante: si evita deliberatamente ogni sforzo di rilancio o riqualificazione e si cede il timone ai privati. È una rinuncia esplicita alla funzione sociale della gestione pubblica».

«Sono ideologicamente favorevole al coinvolgimento dei privati quando questo genera benefici reali per i lavoratori, i consumatori e la collettività. Ma qui il rischio è opposto: assistere a una progressiva svendita dei pezzi migliori della città, con il pericolo di un aumento dei costi per i cittadini a fronte di investimenti minimi da parte dei concessionari», conclude Stellato.

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