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Taranto, la proposta di Perrini: «Una legge regionale per dare lavoro nel dopo-Giochi»

Dal vicepresidente del Consiglio un testo normativo per stabilizzare e sostenere impianti e imprese della filiera turistico-sportiva

Taranto, la proposta di Perrini: «Una legge regionale per dare lavoro nel dopo-Giochi»

«I Giochi del Mediterraneo sono stati per Taranto e per la Puglia una straordinaria occasione di visibilità internazionale e hanno lasciato un patrimonio di infrastrutture, competenze e professionalità che non possiamo disperdere». Lo dice il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini (FdI), che ha depositato una proposta di legge regionale dal titolo «misure per il lavoro e lo sviluppo economico legate all’eredità della XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026», con l’obiettivo di programmare fin da subito il dopo-Giochi.

La proposta

Il provvedimento interviene su cinque direttrici: lavoro, sviluppo delle imprese, riuso degli impianti, promozione turistica e governance dell’eredità dei Giochi. Tra le misure previste ci sono incentivi economici per le imprese che assumono a tempo indeterminato i lavoratori coinvolti nell’organizzazione della manifestazione, con particolare attenzione ai giovani e ai Neet; l’istituzione di un fondo regionale destinato alle imprese pugliesi della filiera degli eventi, del turismo sportivo e dell’ospitalità; un piano regionale per il riuso e la gestione degli impianti sportivi realizzati o riqualificati in occasione dei Giochi; iniziative per valorizzare il patrimonio di immagine e promozione territoriale acquisito dalla Puglia e una governance permanente, attraverso una fondazione o un’agenzia regionale e un osservatorio dedicato, per monitorare nel tempo gli effetti occupazionali ed economici prodotti dalla manifestazione.

Gli strumenti finanziari possono provenire dal Just Transition Fund (Jtf). «Il Jtf – dice Perrini – può contribuire a coprire i contributi di gestione degli impianti riconvertiti e, soprattutto, i costi generali rendicontabili legati alla loro messa a regime: spese di funzionamento, manutenzione ordinaria, personale tecnico e amministrativo, utenze. Un utilizzo mirato del Fondo consentirebbe di alleggerire l’impatto economico della fase post-eventizia sulle imprese gestrici e sugli enti locali, rendendo strutturalmente più sostenibile nel tempo il riuso degli impianti previsto dalla proposta di legge, in continuità con la vocazione del Jtf a sostenere la diversificazione economica dei territori ex industriali come Taranto. Un ponte tra l’evento e il futuro con lavoro stabile e opportunità per le imprese pugliesi, turismo sportivo e uso continuativo degli impianti», conclude Perrini.