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Ex Ilva, l’appello di Veraleaks ai tarantini: «Basta divisioni. Operai e città, un fronte unito»

Per l’attivista Manna, lo smaltimento dell’amianto era previsto già diversi anni fa. Sostiene che non esisterebbe un progetto di riconversione

Ex Ilva, l’appello di Veraleaks ai tarantini: «Basta divisioni. Operai e città, un fronte unito»

Parla di governo schizofrenico l’attivista di Verleaks Luciano Manna, secondo il quale, mentre ieri il governo ha provato a guadagnare tempo con una nuova istanza ai giudici e l’udienza in cassazione, soltanto 24 ore prima non hanno destato nessuna reazione le parole dei commissari di governo Quaranta e Fiore, «che hanno ammesso candidamente responsabilità nell’epilogo della fabbrica».

«La chiusura dell’area a caldo certamente è un evento che accelera, ma non modifica quella che era la traiettoria del siderurgico. Anche se fosse stato accolto il nostro reclamo, comunque l’attività produttiva sarebbe stata sospesa», hanno affermato i commissari del siderurgico al Senato, facendo riferimento alla carenza di materie prime. Ieri, tuttavia, è emerso al tavolo di Palazzo Chigi che la preparazione allo spegnimento è stata interrotta. «Si tratta degli stessi commissari che nei documenti inviati alla magistratura, avevano indicato il 16 settembre come termine ultimo entro il quale la fabbrica avrebbe subìto danni irreparabili dallo spegnimento. Nel giro di 24 ore ci dicono che invece la possono tenere accesa».

Per Manna, non esiste un progetto di riconversione e bonifica del sito industriale. «Ancor più grave è l’inadempienza circa lo smaltimento dell’amianto presente negli impianti che era addirittura previsto in un cronoprogramma a cui doveva far fronte già la gestione Arcelor Mittal».

L’appello

«Alla luce di queste gravi responsabilità i tarantini si chiedono quali siano le reazioni degli operai e delle sigle sindacali di fronte a queste gravi ammissioni di responsabilità che portano i lavoratori stessi a non avere fiducia, nè un futuro occupazionale certo, di fronte ad una attività che i commissari avevano già previsto di cessare, fosse anche, sempre facendo riferimento alle loro dichiarazioni, per tre anni di stop prima di avviare un forno elettrico», dice Manna. Secondo l’attivista, «Taranto e i tarantini sono stanchi di pagare le inadempienze istituzionali e le ripercussioni dei reati ambientali perpetrati. Faremo di tutto affinché qualcuno paghi il conto con la Giustizia. Poi l’appello agli operai: «Sappiate indirizzare le vostre proteste verso gli interlocutori giusti, i cittadini sono al vostro fianco ma non possono ancora pagare i disagi di queste rimostranze».

L’attivista di Veraleaks oggi è stato invitato dalla commissione Industria del Senato a dire la sua sul disegno di legge in discussione, relativo alle garanzie economiche alla base delle autorizzazioni ambientali (in particolare delle discariche dello stabilimento). «Ho raccolto alcune osservazioni da cittadini e invierò tutte le denunce che abbiamo fatto in procura nel corso degli anni per l’inquinamento delle falde sottostanti le discariche Ilva e un dossier aggiornato con i documenti sulle emissioni nel 2025», conclude Manna.