La sfida della transizione energetica e della riconversione industriale in Italia passa ufficialmente da Taranto. È stata annunciata oggi a Milano la firma di un protocollo di collaborazione strategica tra la Fondazione Nest (Network for Energy Sustainable Transition) e il Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile di Taranto. Un’alleanza nata per blindare e accelerare i progetti di ricerca scientifica, l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore delle energie rinnovabili e dell’ambiente.
L’intesa unisce due pesi massimi del settore. Da un lato Nest, il partenariato esteso d’eccellenza dedicato all’energia sostenibile; dall’altro l’istituto di ricerca tarantino, promosso direttamente da tre ministeri chiave: Università e Ricerca, Imprese e Made in Italy, ed Economia.
L’obiettivo centrale è quello di fare rete, mettendo in comune competenze e infrastrutture all’avanguardia per testare sul campo, all’interno di contesti industriali e territoriali reali, soluzioni energetiche pulite. In questo scacchiere, l’area di Taranto viene indicata come il vero e proprio “laboratorio strategico” nazionale, un territorio simbolo in cui la sfida della riconversione produttiva e della sostenibilità ambientale si fa più urgente.
Soddisfazione è stata espressa dai vertici dei due istituti, che guardano all’accordo come a un volano per l’economia e l’occupazione.
«Questa intesa ci consentirà di mettere a sistema competenze e progettualità al fine di accelerare il trasferimento tecnologico e sostenere concretamente la transizione energetica del Paese», ha dichiarato il presidente del Tecnopolo Mediterraneo, Antonio Messeni Petruzzelli.
Le parole di Francesco Cupertino, presidente di Fondazione Nest, tracciano invece la rotta per il futuro del comparto: «La collaborazione punta a costruire un modello di sviluppo in cui innovazione, sostenibilità e crescita industriale procedano insieme, creando nuove opportunità di sviluppo e, soprattutto, di occupazione sostenibile».
