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Taranto, l’ippodromo “Paolo VI” a rischio chiusura: dal ministero non si fa chiarezza

Sulle pagine social di settore rimbalza una notizia: la possibilità che l’ippodromo «Paolo VI» possa chiudere. E sarebbe una pessima notizia perché riguarderebbe una delle strutture più importanti di Italia. Soltanto poche settimane fa il Masaf (il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità Alimentare e delle foreste) aveva affidato alla società «Caroli Global service» l’organizzazione delle corse…
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Sulle pagine social di settore rimbalza una notizia: la possibilità che l’ippodromo «Paolo VI» possa chiudere. E sarebbe una pessima notizia perché riguarderebbe una delle strutture più importanti di Italia. Soltanto poche settimane fa il Masaf (il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità Alimentare e delle foreste) aveva affidato alla società «Caroli Global service» l’organizzazione delle corse ippiche per il 2026.

Decisione sulla quale, però, è stato fatto un dietro front dalla direzione generale per l’Ippica, retta da Remo Chiodi. Il provvedimento è stato motivato da ragioni di interesse pubblico. Da qui la possibilità che le attività possano arrestarsi.

Le similitudini

Anche la città di Trieste vivrebbe una situazione simile. All’ippodromo giuliano di Montebello (zona a nord della città di mare del Friuli Venezia Giulia) sarebbe stata revocata la concessione della gestione per il 2026 alla società «Nordest Ippodromi». Il che significherebbe non permettere più il regolare svolgimento delle gare per l’anno in corso.

La proprietà della struttura ha informato i titolari delle scuderie con congruo anticipo per sgomberare tutti gli impianti entro fine marzo. Così, le corse di molti ippodromi italiani rischiano di arrestarsi Restano naturalmente fermi i cavalli in attesa di correre e i costi per il loro mantenimento non sono indifferenti. A complicare la situazione ci pensa ancora il Masaf, che ha recentemente modificato i criteri di classificazione degli impianti, seguendo la via dei decreti.

L’attesa

Si resta, perciò, con il fiato sospeso per l’ippodromo tarantino, nato da un’idea di Donato Carelli nel 1974. In un primo tempo si presentò come circuito privato poi salto di qualità nel 1978. Infatti sotto la gestione della SIFJ S.p.a, comincio a ospitare gare ai massimi livelli. Da lì il volo sino a diventare punto di riferimento per tutti gli appassionati della penisola. Nel 2020 venne temporaneamente chiuso all’inizio della primavera a causa per il Covid-19, come tutti i luoghi di sport del resto, per poi ripartire in piena estate e sono ad oggi.

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