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Taranto, l’appello di Bitetti a Crosetto: «Più personale per la continuità produttiva dell’Arsenale»

«Il fabbisogno di personale indicato dal ministero della Difesa per l'arsenale marittimo non è sufficiente e non risolve la vertenza». Lo sostiene il sindaco Piero Bitetti, evidenziando che la struttura militare, dove sono impiegati tantissimi dipendenti civili, «è un pilastro dell'economia locale, proprio grazie alla specificità del personale impiegato, alla funzionalità delle infrastrutture e dei…
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«Il fabbisogno di personale indicato dal ministero della Difesa per l’arsenale marittimo non è sufficiente e non risolve la vertenza». Lo sostiene il sindaco Piero Bitetti, evidenziando che la struttura militare, dove sono impiegati tantissimi dipendenti civili, «è un pilastro dell’economia locale, proprio grazie alla specificità del personale impiegato, alla funzionalità delle infrastrutture e dei mezzi in dotazione. Per tali ragioni va potenziato partendo proprio dalla componente occupazionale». Il numero di addetti fissato con un recente decreto ministeriale per la struttura che si occupa delle manutenzioni e dei lavori per le navi della Marina Militare è di 1.428 unità.

L’appello

«Abbiamo bisogno di un ulteriore sforzo – dice il sindaco – che si traduce nella richiesta di nuove assunzioni, civili e militari, affinche’ venga garantita a pieno la continuità produttiva e occupazionale della Marina militare nel territorio. Il comparto Difesa genera lavoro stabile, ecco perché in una città come Taranto, colpita da crisi industriali oramai croniche, si avverte forte l’urgenza di predisporre un serio e strutturale piano di assunzioni. Una decisione non più rinviabile». Il sindaco chiede al ministro della Difesa Guido Crosetto di individuare «soluzioni condivise che restituiscano alla citta’ il ruolo di protagonista all’interno del rinnovato sistema di Difesa».

I sindacati

Per la Cisl Fp, il decreto «salva lo stabilimento dal taglio del 30% previsto per tutto il comparto Difesa». All’ultimo concorso si è presentato un numero di persone pari a solo la metà dei posti disponibili. Per la Uil Fp, col decreto «si è evitato il peggio, ma è solo un punto di partenza. La vera emergenza è che oggi all’Arsenale lavorano circa 800 dipendenti, quasi la metà del fabbisogno previsto. I concorsi degli ultimi anni sono stati del tutto insufficienti a colmare le vacanze organiche». IL ministero ha poi stanziato 60 milioni per un nuovo bacino navale.

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