Il primo maggio scorso un corpo illuminante è precipitato da oltre 20 metri nel reparto Treno Lamiere dello stabilimento ex Ilva di Taranto.
Lo denunciano i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb ionici. L’evento, spiegano, è «classificabile come near miss, consistente nella caduta di un corpo illuminante industriale a campana installato a oltre 20 metri di altezza». Lo si legge nel documento inviato ai vertici aziendali.
L’episodio si è verificato «in prossimità di un marcatempo, area frequentata dai lavoratori», lungo una via di accesso strategica. «Solo per mera casualità non si sono registrate conseguenze per le persone», evidenziano i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
I sindacati denunciano inoltre il mancato coinvolgimento degli Rls: «Non sono stati informati dell’accaduto, venendone a conoscenza solo attraverso segnalazioni informali. Tale omissione è inaccettabile».
L’episodio viene definito «un chiaro evento sentinella», che potrebbe indicare problemi legati «allo stato di usura delle strutture di sostegno e dei sistemi di ancoraggio».
Nel mirino anche la gestione della manutenzione: «A fronte di evidenti necessità, il reparto continua a fare un ricorso massiccio alla cassa integrazione per il personale manutentivo, con addetti anche a zero ore». Una scelta che, secondo le sigle Fim, Fiom, Uilm e Usb, «rischia di incidere direttamente sui livelli di sicurezza».
Una gestione, concludono i sindacati chiedendo un confronto immediato sulla sicurezza degli impianti, «che esclude i rappresentanti dei lavoratori contrasta con il D.Lgs. 81/2008».