Per il porto, dopo anni di attesa, arrivano i dragaggi. L’importante risultato è frutto di un accordo siglato tra il commissario di Governo per le bonifiche nell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio, e il presidente dell’autorità portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti. Un accordo che ha preso le mosse dalla necessità di deperimetrare il Sito di interesse nazionale (Sin), in poche parole dallo svincolo del Sin delle aree a mare che potrebbero risultare non più inquinate a seguito dei riscontri delle analisi che verranno effettuate.
Nel più ampio respiro dell’accordo figurano anche il risanamento, la bonifica e la messa in sicurezza dell’area del porto.
Il coinvolgimento
La nuova perimetrazione coinvolge più figure istituzionali come il Mase (Ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica), il contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, Ispra, Regione Puglia, Arpa Puglia, Capitaneria di Porto e Comune di Taranto. A coordinare gli interventi il Commissario per le bonifiche e il presidente dell’Autorità portuale che devono occuparsi della programmazione di tutti lavori per il risanamento delle aree del porto.
Dovranno, inoltre, garantire una rigorosa coerenza tra i programmi di bonifica e gli strumenti di pianificazione urbanistica e funzionale che attengono proprio all’Autorità di sistema portuale. Un aspetto importante dell’attuazione degli interventi è senza dubbio la capacità di prevenire e evitare eventuali interferenze tra l’attività dei cantieri e la normale operatività dello scalo portuale con l’obiettivo di salvaguardare il prosieguo dell’attività economica del territorio. «Con i dragaggi si pone una condizione propedeutica imprescindibile per l’accoglienza di vettori marittimi di grande stazza», dichiara Uricchio.
Quindi nuove possibilità economiche e occupazionali con lo sguardo rivolto verso un orizzonte di sviluppo fondato sulla Blu e Green Economy. La collaborazione sancita dall’accordo punta a consolidare il porto tarantino quale hub logistico di rilevanza nel Mediterraneo. Sarà istituito un tavolo tecnico di coordinamento di cui faranno parte cinque esperti per ciascuna parte con funzioni di monitoraggio e risoluzione delle criticità ove si presentassero.










