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Taranto dice basta ai cattivi odori, nuove regole per le petroliere in porto

Un giro di vite atteso da tempo per contrastare uno dei problemi più avvertiti dalla popolazione: i cattivi odori e le emissioni legate alle attività portuali. A Taranto la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera ha definito un nuovo percorso regolamentare per rafforzare la prevenzione e il contenimento delle emissioni odorigene e dei composti organici volatili (Voc) provenienti dalle navi cisterna che trasportano idrocarburi.

Le nuove regole

Le nuove disposizioni riguardano non solo le operazioni di carico e scarico, ma anche le fasi di sosta in rada, l’ormeggio agli approdi petroliferi e le attività commerciali all’interno dello scalo portuale.

L’obiettivo è chiaro: ridurre il rischio di fenomeni odorigeni, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, quando le alte temperature favoriscono la diffusione dei vapori.

Il provvedimento è frutto di un lavoro condiviso tra diversi attori istituzionali e tecnici, tra cui Arpa Puglia, il consulente chimico del porto, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ed Eni.

Tra le principali novità, l’obbligo per le navi cisterna di mantenere costantemente efficienti i sistemi di controllo delle emissioni a bordo, con un monitoraggio continuo della pressione delle cisterne e, quando necessario, anche della temperatura del carico. I dati raccolti dovranno essere registrati e conservati, così da garantire tracciabilità e consentire eventuali controlli successivi.

Non solo: in caso di anomalie, gli operatori dovranno intervenire tempestivamente adottando le misure correttive previste fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza. «L’obiettivo – sottolinea la Guardia Costiera – è rafforzare il sistema di prevenzione e controllo attraverso misure chiare, coerenti con gli standard internazionali».

Tante le segnalazioni

Un intervento che arriva in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini, spesso costretti a convivere con miasmi persistenti nei quartieri limitrofi al porto. Proprio su questo punto insiste il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri, che definisce l’iniziativa «un passo fondamentale e importantissimo per il territorio».

«Per la prima volta si interviene in modo specifico su un problema molto sentito dai tarantini – afferma – i cattivi odori che spesso rendono l’aria irrespirabile. Questo provvedimento non è solo un atto burocratico, ma un segnale concreto di attenzione verso una comunità che da anni chiede tutela della salute e qualità dell’aria».

Vietri riconosce il merito alla Capitaneria di Porto per aver ascoltato le istanze del territorio e per aver affrontato la questione con competenza e determinazione: «Servono atti concreti e spirito di collaborazione istituzionale per affrontare le criticità ambientali. Questa è la strada giusta».

Con l’introduzione delle nuove regole, Taranto prova dunque a compiere un passo avanti nella gestione delle emissioni portuali, in un equilibrio delicato tra attività industriali e tutela dell’ambiente.

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