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L’archistar Boeri arriva nel Salento: «Territorio fragile con una natura meravigliosa»

«Quella salentina rappresenta una sfida stimolante sotto ogni aspetto, perché alla fragilità del territorio si contrappone la bellezza di una natura meravigliosa». L’architetto Stefano Boeri, l’archistar pioniere della forestazione urbana, che ha rivoluzionato il rapporto tra natura e città, approda nel Salento con una lectio magistralis organizzata dalla Prefettura di Lecce con il Rotary club…
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«Quella salentina rappresenta una sfida stimolante sotto ogni aspetto, perché alla fragilità del territorio si contrappone la bellezza di una natura meravigliosa». L’architetto Stefano Boeri, l’archistar pioniere della forestazione urbana, che ha rivoluzionato il rapporto tra natura e città, approda nel Salento con una lectio magistralis organizzata dalla Prefettura di Lecce con il Rotary club e l’Università del Salento, basata sui principi dei suoi progetti e della sua immensa esperienza lavorativa: «Rendere il verde non più un semplice ornamento, ma una componente strutturale dell’architettura moderna per combattere il cambiamento climatico».

Nel Salento Boeri si occuperà della costa adriatica salentina ad Otranto, che sarà al centro di un progetto di rigenerazione urbana. L’architetto ideatore del progetto milanese del Bosco verticale afferma di essere attratto e affascinato dalla città di Lecce, «una di quelle città da cui si impara, semplicemente camminando e osservando le pieghe della pietra e la composizione degli spazi aperti».

Il dramma degli ulivi

Al centro del dibattito anche il caso Xylella, analizzato nell’intervento del consigliere dell’Accademia dei Georgofili Giuseppe Ferro e dal prefetto Natalino Manno, che ha evidenziato come si tratti di una delle «epidemie di piante più gravi al mondo, con devastazioni ambientali, economiche e sociali».

L’architetto Boeri ha sottolineato come il «caso Xylella dimostri il rischio legato alla cosiddetta monocultura, che porta a una debolezza del territorio». «Per questo – ha spiegato – è necessario, come avvenuto in altre zone d’Italia, puntare alla biodiversità e alla varietà di piante e alberi».

Altre tema principale quello delle piazze, uno dei simboli del nostro territorio, e il recupero dei borghi, simboli di una regione che da sempre ha preferito le piccole comunità ai grandi centri. Per questo la tutela dell’ambiente e del paesaggio rappresenta non solo un obbligo normativo, ma una precondizione essenziale per la sicurezza e il benessere di tutta la collettività.

La rettrice dell’Università del Salento, Maria Antonietta Aiello, ha evidenziato come il «benessere dell’abitare, la sostenibilità delle costruzioni, la sicurezza e l’utilizzo dei materiali ecocompatibili, possano trasformare la sfida climatica in un’opportunità».

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