Un 29enne originario della provincia di Lecce avrebbe tentato di evadere dal carcere di Taranto, dove è detenuto per scontare una pena per reati contro il patrimonio, che termina nel 2028.
I fatti sono accaduti ieri pomeriggio, venerdì 10 luglio, e a riferirli è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe). Il detenuto avrebbe provato a fuggire durante l’ora d’aria, scavalcando il muro che delimita i passeggi e tentando poi di raggiungere il muro di cinta.
Il tentativo, spiega il Sappe, è stato sventato grazie al tempestivo intervento del personale di polizia penitenziaria: il detenuto, dice il sindacato, «non aveva fatto i conti con la prontezza di riflessi dell’addetto ai passeggi che lanciava subito l’allarme». Il 29enne sarebbe stato bloccato nella zona delle caldaie dopo una colluttazione durante la quale due agenti hanno riportato lievi ferite, curate nell’infermeria del penitenziario.
Il Sappe punta il dito contro il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, sostenendo che «le carceri così piene e senza poliziotti sono come una pentola a pressione che può esplodere in ogni momento».
Il sindacato ribadisce, inoltre, che il carcere di Taranto ospita oltre 850 detenuti a fronte di meno di 400 posti effettivamente disponibili, anche per la chiusura di alcune sezioni in ristrutturazione.
L’organizzazione sindacale chiede il trasferimento del detenuto coinvolto e di almeno altri 200 reclusi in istituti meno affollati, oltre all’invio di almeno 80 agenti. In assenza di interventi, conclude il Sappe, saranno organizzate «manifestazioni di protesta molto dure ed eclatanti».
