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Taranto, il neo dg dell’Asl promette: «Tempi stretti per completare il San Cataldo»

La nuova struttura è destinata a garantire una migliore qualità della sanità locale in terra ionica. Le rassicurazioni di Vito Bavaro

Taranto, il neo dg dell’Asl promette: «Tempi stretti per completare il San Cataldo»

È stato nominato da pochi giorni il nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale (Asl), Vito Bavaro, ma ha già le idee chiare sul da farsi. Nella sua prima uscita pubblica, in occasione della presentazione dei risultati delle analisi effettuate in mar Piccolo, ha delineato quelle che sono le priorità di intervento. «Innanzitutto portare a compimento la struttura ma soprattutto passare alla fase operativa dell’ospedale San Cataldo, per il quale c’è molta attesa» ha annunciato determinato Bavaro aggiungendo: «Il nuovo ospedale sarà per la Asl, ma anche per l’intera città, una struttura determinante nel percorso di riorganizzazione dell’offerta sanitaria tarantina e non solo sia nell’ambito ospedaliero che territoriale in quanto diventerà l’hub di una serie di servizi».

Gli altri interventi

E sulle liste d’attesa Bavaro ha assicurato che cci sarà «particolare attenzione verso il rispetto dei tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni specialistiche e ospedaliere.

Non da meno sarà posta massima attenzione nei confronti della sanità territoriale così come previsto dal decreto ministeriale del 2022». Il San Cataldo entrerà in piena attività nei primi mesi del 2028, così almeno ha assicurato l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia.

Ma dopo i tanti rinvii, attorno all’ennesima previsione, c’è molto scetticismo. Nel frattempo il grande flusso si dirige obbligatoriamente al Santissima Annunziata. In attesa che l’intero San Cataldo sia pronto e fruibile, nell’immediato il problema prioritario da affrontare è sicuramente quello legato alle alte temperature che stanno creando problemi ai soggetti più fragili come anziani, bambini e con patologie «abbiamo già attivato nelle scorse settimane il piano di emergenza caldo per prevenire gli accessi al pronto soccorso e offrire ai cittadini modalità diverse per assistenza e cura».