A pochi giorni dall’arresto di quattro persone, fermate tra Napoli e Avellino, ritenute gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report su Raitre, l’inchiesta subisce una nuova svolta.
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola: sarebbe il presunto mandante.
I carabinieri di Roma e Frascati hanno perquisito l’abitazione di Lavitola, sequestrando il computer e il telefono cellulare.
Secondo quanto emerso dall’ordinanza del gip, la banda è stata reclutata da un intermediario che i componenti del gruppo intercettati definivano «quello». L’intermediario avrebbe versato alcune migliaia di euro e si sarebbe offerto di garantire risorse economiche, carte ricaricabili e appoggio logistico per una fuga all’estero. I contatti sarebbero avvenuti esclusivamente tramite Pellegrino D’Avino, arrestato insieme alla moglie Marika De Filippi, a Saverio Mutone e ad Antonio Passariello.
Dopo gli arresti, Ranucci è stato ascoltato come testimone in Procura. «Gli inquirenti lavorano a 360 gradi e non escludono alcuna pista», ha dichiarato il giornalista, precisando di aver ripercorso con i magistrati alcune vecchie inchieste di Report legate all’area geografica della banda.
