Home » Taranto » Taranto, affondo del senatore Turco contro il governo Meloni: «Ennesimo decreto salva-Ilva»

Taranto, affondo del senatore Turco contro il governo Meloni: «Ennesimo decreto salva-Ilva»

Il vice presidente del M5s sollecita la presidente del Consiglio a chiarire la propria posizione di fronte alla comunità locale

Taranto, affondo del senatore Turco contro il governo Meloni: «Ennesimo decreto salva-Ilva»

Nuovo affondo dall’opposizione sulle scelte del Governo relative al futuro dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

L’attacco arriva dal vicepresidente del Movimento 5 stelle, il senatore Mario Turco, che critica l’ultimo provvedimento adottato dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, definendolo come l’ennesimo tentativo di piegare le norme ambientali alle esigenze dell’impianto tarantino.

Secondo Turco, la linea dell’esecutivo rappresenta «l’ennesimo decreto salva-Ilva del Governo Meloni». L’esponente dei cinquestelle punta il dito contro una gestione dell’impianto che considera ormai del tutto insostenibile: «Quando le norme ambientali diventano un ostacolo alla prosecuzione delle attività dello stabilimento, invece di pretendere il rispetto delle regole, il Governo le cambia. È un metodo ormai evidente: piegare le norme alle esigenze di un impianto che da anni continua a vivere di deroghe, decreti speciali e risorse pubbliche, condannando ancora una volta Taranto a sopportarne i costi ambientali e sulla salute dei cittadini».

Il vice presidente del M5s sollecita la presidente del Consiglio a chiarire la propria posizione di fronte alla comunità locale: «Meloni dovrebbe spiegare ai cittadini di Taranto perché, quando si tratta di salute e ambiente, il suo Governo trova sempre il modo di allentare vincoli e prescrizioni, mentre non riesce a costruire una vera alternativa industriale, economica e occupazionale per il territorio».

Turco critica, infine, sia il ricorso contro il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, sia la mancanza di trasparenza sui reali piani industriali e sulle garanzie occupazionali, denunciando una strategia che rischia soltanto di rinviare decisioni fondamentali per il futuro della città.