Il camionista 46enne Normand Regis Claude Albert, arrestato a inizio giugno nel porto di Bari perché trasportava – senza autorizzazione, secondo l’accusa – contenitori con all’interno missili ritenuti da guerra, sarebbe totalmente estraneo a quanto gli viene contestato.
Lo afferma l’avvocato Fabio Schino, difensore del camionista, secondo il quale il trasporto di materiale tecnico «connesso a un’attività di collaudo presso la base Nato Namfi di Chania (Creta), svolta nell’ambito di una partnership industriale tra Mbda France e la società greca Altus Lsa» era «finalizzato esclusivamente a test di sviluppo e rientrava in una collaborazione lecita e regolamentata».
Il 46enne era sbarcato nel porto di Bari dalla Grecia. Il suo ruolo, spiega l’avvocato Schino, «si è limitato a quello di autista subappaltato all’interno di una catena logistica organizzata da primari operatori internazionali», ha tenuto un «comportamento sempre collaborativo».
Il materiale sequestrato, prosegue il legale, «è costituito da modelli funzionali inerti e attrezzature da collaudo, privi di qualsiasi capacità offensiva e tecnicamente inidonei a essere convertiti in ordigni operativi». Ed evidenzia che «la regolarità dell’intera operazione è comprovata da una licenza individuale di trasferimento rilasciata dal Ministero della Difesa francese, valida fino al 26 gennaio 2027, che autorizzava espressamente il trasferimento temporaneo verso la destinazione greca», con viaggio di andata dalla Francia alla Grecia (trasporto terrestre fino al porto di Sète e successivo inoltro marittimo verso il porto di Suda a Creta) e ritorno attraverso il porto di Bari, dove il furgone è stato fermato.
Il legale, «nel ribadire la piena fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria di Bari, che ha già disposto accertamenti tecnici supplementari, – conclude – confida che l’esito delle indagini consenta di riconoscere nel più breve tempo la legittimità dell’operazione e di conseguenza la necessità di porre fine alla privazione della libertà personale dell’indagato».
