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Salento, addio ai vecchi grembiuli a Parabita: via alla nuova divisa da 40 euro. Scoppia la polemica

A partire da lunedì 14 settembre, gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria varcheranno i cancelli indossando il nuovo abbigliamento d’istituto

Salento, addio ai vecchi grembiuli a Parabita: via alla nuova divisa da 40 euro. Scoppia la polemica

A pochi giorni dal suono della prima campanella, l’avvio del nuovo anno scolastico a Parabita si trasforma in un acceso terreno di contesa amministrativa. Al centro del dibattito non c’è unicamente il passaggio generazionale che manda in pensione i tradizionali grembiuli a quadretti a favore di una divisa unificata dell’Istituto comprensivo, bensì l’impatto economico della spesa sulle tasche dei genitori e le modalità con cui l’ente pubblico debba sostenere i nuclei familiari più vulnerabili.

A partire da lunedì 14 settembre, infatti, gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria varcheranno i cancelli indossando il nuovo abbigliamento d’istituto. Il cambiamento è scaturito dall’esito di una consultazione digitale promossa su WhatsApp tra i genitori, conclusasi con un responso favorevole a maggioranza ma non privo di malumori e perplessità da parte di una quota di famiglie. Sotto la lente è finito soprattutto l’esborso economico: per l’acquisto del kit base – composto da due t-shirt a manica corta, due maglie a manica lunga e una felpa con zip – la spesa prevista è di 40 euro per ciascun alunno.

La polemica

Il nodo finanziario è esploso apertamente nell’aula consiliare lo scorso 7 settembre. Il gruppo consiliare di minoranza, Persone e Progresso, ha presentato una mozione urgente per istituire un fondo comunale a copertura totale o parziale delle divise per i residenti con Isee inferiore a 12mila euro, demandando l’erogazione a un avviso pubblico gestito dai Servizi sociali comunali.

La proposta è stata tuttavia respinta dalla maggioranza di governo, innescando l’immediata reazione dell’opposizione, che ha contestato alla giunta di «spendere e spandere per manifestazioni effimere e autoreferenziali» negando al contempo un soccorso mirato ai bisogni concreti della cittadinanza.

Di segno opposto la replica del sindaco Stefano Prete, che rispedisce al mittente le accuse e difende la scelta strategica adottata dall’esecutivo: «Il Comune non ha affatto voltato le spalle alle famiglie in difficoltà, ma ha individuato una strada alternativa e potenzialmente più inclusiva. Abbiamo già inviato una formale comunicazione alla dirigenza scolastica, dichiarandoci pronti a finanziare direttamente tutti gli interventi di sostegno che il Consiglio d’istituto riterrà opportuni a favore degli studenti fragili».

Secondo la visione del primo cittadino, la linea dell’amministrazione punta a preservare la riservatezza ed evitare disparità: «La nostra disponibilità economica opera a prescindere da rigide soglie Isee, affidando la valutazione dei singoli casi alla discrezionalità e alla sensibilità degli organi didattici, senza burocratizzare una materia delicata attraverso i Servizi sociali né escludere famiglie che superano di poco il tetto dei 12mila euro. Rispettiamo l’autonomia scolastica senza ingerenze, garantendo che nessuno resti indietro».