Dai banchi dell’opposizione, si leva forte la protesta in Provincia a circa un mese dalle consultazioni per il rinnovo del Consiglio. I consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia, Roberto Puglia e Francesco Marra, esprimono la loro ferma critica nei confronti del presidente Gianfranco Palmisano.
«Gestisce l’ente come se fosse una sua proprietà privata, ignorando completamente il principio di collegialità e di partecipazione democratica che dovrebbe caratterizzare il funzionamento dell’amministrazione provinciale», dicono.
Le accuse
Secondo i meloniani alla Provincia, il presidente Palmisano «non comprende che esiste un Consiglio provinciale che deve essere coinvolto nelle decisioni e non utilizzato per ratificare scelte assunte altrove. Abbiamo chiesto più volte al presidente Palmisano di essere informati dei punti all’ordine del giorno del Consiglio e delle delibere da approvare, magari svolgendo un preconsiglio. Ma nulla. Non vengono coinvolti gli organi rappresentativi democraticamente eletti».
Nel mirino finisce l’ultima nomina decisa dal presidente, con cui è stato affidato l’incarico di capo di gabinetto a Giampiero Mancarelli, ex presidente del cda di Kyma Ambiente. Secondo i consiglieri di FdI, Palmisano non fa scelte meritocratiche ma «usa la Provincia per l’assegnazione di poltrone. Basti guardare ai sette membri dello staff rispetto ai quali non abbiamo ancora capito quale sia l’attività svolta, visto il totale immobilismo dell’Ente e l’inadempimento degli impegni assunti sui territori, come il caso della viabilità ad Avetrana. Palmisano è riuscito a farci rimpiangere Melucci», concludono Puglia e Marra.
