È stata archiviata l’indagine a carico di Giuseppe Cavallo e Ivan Lupoli, poliziotti del commissariato di Grottaglie coinvolti, il 12 giugno del 2025, nella morte di Michele Mastropietro – killer del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie -, ucciso durante un conflitto a fuoco nelle campagne del comune in provincia di Taranto.
Il gip del Tribunale di Taranto ha accolto la richiesta della Procura e disposto l’archiviazione per i due poliziotti.
Cavallo e Lupoli erano indagati per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Mastropietro, infatti, era in fuga quella mattina tra le province di Brindisi e Taranto, in quanto poco prima aveva esploso colpi di arma da fuoco che uccisero il brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie alla periferia di Francavilla Fontana.
Il segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia), Stefano Paoloni, evidenzia che «per i colleghi del commissariato di Grottaglie che hanno rischiato la vita in un conflitto a fuoco con gli assassini del brigadiere Carlo Legrottaglie è finalmente terminato il travaglio giudiziario che li ha visti sotto processo per un anno e tre mesi». L’episodio, «portato alla ribalta delle cronache dalla nostra organizzazione sindacale, è stato determinante – aggiunge – affinché la società e la politica prendessero pienamente cognizione delle difficoltà operative degli operatori delle forze dell’ordine». Cavallo e Lupoli sono difesi dagli avvocati Antonio La Scala e Giorgio Carta.
Mastropietro insieme ad un complice, Camillo Giannattasio (imputato a Brindisi per l’omicidio del militare), la mattina del 12 giugno furono scoperti a bordo di un’auto rubata.
I due – secondo l’accusa – spararono contro le forze dell’ordine, colpendo mortalmente Legrottaglie, e poi scapparono a piedi. Mastropietro e Giannattasio furono intercettati alcune ore dopo dalla polizia a Grottaglie: anche in questo caso ci fu un conflitto a fuoco.
