Dai sindacati un nuovo allarme sicurezza sui carriponte dell’ex Ilva. I rappresentanti della sicurezza di di Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono un incontro urgente alla direzione aziendale denunciando molteplici anomalie nel reparto Acciaieria 2. Nella comunicazione, si parla di «situazione che desta forte preoccupazione tra gli operatori dei carriponte, per la presenza di molteplici allarmi segnalati sui monitor installati all’interno delle cabine».
Secondo quanto riferito dai sindacati, «tali anomalie, già precedentemente segnalate, continuano a generare preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza operativa e della tutela dei lavoratori, in quanto potrebbero compromettere il corretto svolgimento delle attività e la tempestiva gestione di eventuali situazioni di rischio».
L’appello del Pd
«Taranto è senza sicurezza, il governo fermi l’arroganza dell’azienda. Non possiamo più tollerare il silenzio e l’immobilismo di fronte a quello che sta accadendo nello stabilimento, dove la sicurezza è ormai un miraggio e la dignità dei lavoratori viene calpestata da una gestione aziendale sfrontata». Così i deputati dem Arturo Scotto, Francesca Viggiano e Marco Sarracino che hanno presentato un’interrogazione urgente ai ministri del Lavoro e delle Imprese. Il riferimento è all’incidente avvenuto il primo maggio nel reparto Treno Lamiere, dove una lampada è caduta dall’altezza di venti metri vicino alla machinetta marcatempo, per fortuna senza colpire i lavoratori.
«È scandaloso che l’azienda abbia persino tentato di oscurare l’accaduto non informando tempestivamente i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nonostante avessero già presentato a marzo una richiesta di verifica tecnica delle strutture sopraelevate. Mentre gli impianti cadono letteralmente a pezzi, la forza lavoro specializzata viene lasciata a casa in cassa integrazione mettendo a rischio l’incolumità di chi resta in servizio e il ricorso alla cassa viene anticipato con un messaggio WhatsApp in spregio ad ogni forma di rispetto umano e sindacale», scrivono i deputati dem.










