«Se non arriveranno risposte continueremo a scioperare per rivendicare salute, ambiente e lavoro». Lo affermano le segreterie provinciali tarantine e le Rsu di Fim, Fiom, Uilm e Usb al termine della prima giornata di sciopero che ha coinvolto i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e dell’appalto dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo.
I sindacati parlano di una iniziativa di mobilitazione dei lavoratori «riuscita». L’ampia adesione, affermano le sigle, rappresenta «un chiaro messaggio al Governo», atteso domani al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove saranno presentate le proposte illustrate ai lavoratori nel corso dell’assemblea odierna. «Siamo determinati nel perseguirle senza far sconti a nessuno», sottolineano.
Le organizzazioni sindacali evidenziano come «14 anni di decreti d’urgenza» non abbiano risolto la vertenza ex Ilva, lasciando la città «costretta a dover scegliere tra lavoro e salute».
Per questo chiedono misure straordinarie per garantire continuità occupazionale e salariale, l’estensione dei benefici previdenziali per l’amianto, prepensionamenti, riconoscimento dei lavori usuranti, incentivi all’esodo e una prospettiva industriale fondata sulla decarbonizzazione con intervento pubblico.
Lo sciopero, precisano Fim, Fiom, Uilm e Usb, proseguirà anche nel secondo e terzo turno. «La classe operaia che qualcuno dava per morta oggi ha dato prova che esiste e che non intende rassegnarsi», concludono i sindacati, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione in assenza di risposte concrete.
