Una boccata d’ossigeno per la produzione e un segnale di ripartenza per il polo siderurgico ionico. Questo pomeriggio, a conclusione delle delicate operazioni propedeutiche iniziate lo scorso 10 febbraio, l’Altoforno 2 (Afo 2) dello stabilimento ex Ilva di Taranto è ufficialmente rientrato in marcia.
A darne l’annuncio è stata Acciaierie d’Italia (Adi), attualmente in amministrazione straordinaria. In una nota ufficiale, la struttura commissariale ha sottolineato come il riavvio dell’impianto assicuri «il recupero di un asset produttivo strategico» e si inserisca nel più ampio impegno «volto a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella complessa fase in corso».
La riattivazione dell’Afo 2 restituisce capacità vitale a uno stabilimento che da mesi marciava a scartamento ridotto. L’impianto appena ripartito, infatti, era fermo da oltre due anni, precisamente dal 20 gennaio 2024. Fino a oggi, la fabbrica si è retta quasi esclusivamente sull’attività dell’Altoforno 4. Resta invece del tutto indisponibile l’Altoforno 1, posto sotto sequestro (senza facoltà d’uso) dalla Procura di Taranto il 7 maggio dello scorso anno, a seguito di un grave incendio innescato dallo scoppio di una tubiera.










