Il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei. E il timone, oggi più che mai, dev’essere saldo perché ultranazionalisti, euroscettici, russi, hanno un solo obiettivo: distruggere l’Ue.
Il discorso
Il senso politico dello Stato dell’Unione 2026 della presidente della Commissione Von der Leyen è a pagina 2 di un discorso molto lungo, molto articolato. E, secondo una parte cospicua dell’Eurocamera, poco concreto. La n.1 del Palais Berlaymont non ha annunciato macro-interventi finanziari sull’onda del rapporto Draghi, evitando di entrare in profondità perfino nel dibattito del nuovo bilancio pluriennale. Troppo difficile lasciarsi andare a proposte avanguardiste. Alle porte c’è quel 2027 che rischia di cambiarla come mai negli ultimi decenni. Si vota – tra gli altri – in Italia, Francia, Spagna, Polonia, Finlandia. I principali leader europei vivono non sono in una posizione di forza al loro interno. E nell’unico grande Paese che non andrà al voto, la Germania, le cose non vanno meglio.
Nelle 24 pagine del suo discorso Von der Leyen ha tracciato il disegno di un’Europa più indipendente dal punto di vista economico, energetico, della difesa. Di un’Europa che non ha alcuna intenzione di passare la mano nella sua contesa con Putin. Pronta a mettere in campo la solidarietà che l’ha caratterizzata. Di un’Unione che non ha paura del futuro. Convinta di «creare valore dall’IA» ma che non arretra sullo Stato di diritto. Partendo da ciò, per Von der Leyen, è ora che le forze europeiste «serrino i ranghi».
«Oppure lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai rappresentanti e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropei, che si tratti dell’ingerenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a opporci a tutto ciò, ma lottiamo insieme per la nostra idea di Europa», è stato l’appello lanciato da Strasburgo. Guardare al centro. La creazione di «Consiglio di Sicurezza Europeo» che risponda e prevenga gli attacchi ibridi di Mosca va nella direzione del Ppe. Sulla difesa comune, così come sulla deregolamentazione, Von der Leyen non ha intenzione di tradire il suo partito di appartenenza. Sul clima, invece, è sembrata voler tornare allo schema della Transizione.
