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Eccellenza, il doppio ex Plasmati: «Il Taranto non prenda sottogamba il derby col Brindisi»

Nel suo curriculum trovano posto piazze calde che ha infiammato con i suoi gol. Tra le altre tanta Sicilia, ma anche Puglia, con Messina e Catania da una parte e Foggia, Brindisi e Taranto dall’altra. Nel mezzo la terra natia, la Basilicata, e Matera dove ancora oggi vive.

Gianvito Plasmati è pronto a seguire da vicino lo scontro di domani pomeriggio tra Brindisi e Taranto, le cui maglie sono state importantissime per la sua carriera. La prima indossata appena 20enne (2003/04), l’altra cinque anni dopo (2007/08) nel pieno della scalata che l’avrebbe portato in A: «Sono state esperienze differenti. A Brindisi in serie C – ricorda Plasmati – fui davvero sfortunato, perché durante il ritiro mi feci male al ginocchio. Dopodiché mentre ero pronto a rientrare mi infortunaii anche l’altro ginocchio e passai altri tre mesi a guardare i compagni. Quando tornai arruolabile, trovai una situazione societaria particolare che portò al fallimento. Eravamo una squadra fortissima. A Taranto la stagione fu molto più fortunata. Arrivai dal Foggia e disputammo un grande campionato, perché venne costruita anche in questo caso una grande squadra. Il sogno della serie B sfumò ai playoff».

Il derby

Il Brindisi ha ottenuto la meritata promozione in D domenica scorsa e avrebbe il desiderio di festeggiarla davanti al suo pubblico. Scontrarsi con un avversario appagato non significa nulla, poiché ogni partita va giocata, come sottolinea Plasmati. «Mai dare per scontato nulla. Anzi sono queste le partite più difficili. E poi – continua – si gioca sul campo della capolista. Sarebbe delittuoso pensare di affrontare una partita del genere prendendola sottogamba». Brindisi già vincitore, Bisceglie con un piede e mezzo in D: all’appello mancherebbe una terza pugliese che potrebbe essere il Taranto.

Il campionato

Il nostro girone di Eccellenza si conferma altamente competitivo: «Credo che il campionato pugliese – ammette Plasmati – sia il più difficile di Italia. Se debbo paragonarlo, ad esempio, all’Eccellenza lucana, i livelli sono completamente diversi per quantità di investimenti fatti e per la qualità dei giocatori. Spero che il Taranto centri la D».

Una certezza che deriva anche dalla presenza «di una proprietà importante. E poi sarebbe un gran peccato non giocare l’anno prossimo nel nuovo «Iacovone». E parlo da tifoso perché sono affezionato a Taranto e ai tarantini».

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