Michele Franzoso vice sindaco e assessore comunale ai Lavori pubblici di Torricella, indagato per corruzione, ieri mattina si è dimesso dopo la bufera giudiziaria che lo ha coinvolto. Dopodomani Franzoso comparirà davanti al Gip, Giovanni Caroli, per l’interrogatorio preventivo per essere ascoltato in merito alle contestazioni che gli sono state sollevate e per fornire la sua versione dei fatti.
Franzoso di Forza Italia, componente della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Francesco Turco, deve rispondere, secondo l’impianto accusatorio, dei reati di corruzione, turbativa d’asta e autoriciclaggio in concorso. Dall’inchiesta avviata dalla Procura di Taranto sarebbero emersi tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di corruzione.
L’accusa
L’ormai ex vice sindaco secondo quanto è emerso avrebbe cercato di proteggersi eludendo i controlli e evitando di parlare al telefono ricorrendo ai antichi pizzini e organizzando incontri in luoghi privi di telecamere. Per Franzoso e altre otto persone la procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, altre due persone sono finite ai domiciliari e per un altro è stata chiesta la sospensione dell’esercizio dal pubblico ufficio. Una stangata politica su un piccolo comune arrivata come un fulmine a ciel sereno che ha scosso non poco l’intera comunità di Torricella e anche il mondo politico locale.
Il faro degli inquirenti si è acceso su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Enrico Bruschi, coinvolge complessivamente amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Il blitz dei carabinieri della Compagnia di Manduria giovedì scorso, quando hanno fatto irruzione nel Comune, secondo l’accusa, il vicesindaco Franzoso avrebbe chiesto e ricevuto tangenti per favorire alcuni imprenditori al posto di altri che avevano partecipato alle gare d’appalto messe a bando dal Comune.
Gli altri nomi
Tra gli indagati anche Luigi De Marco, dirigente comunale appena andato in pensione. Coinvolto anche il nipote del vicesindaco insieme a un avvocato. Avrebbero turbato la procedura di vendita di 3 immobili. Tra i 16 anche il consigliere comunale Piero Lacaita, il figlio e il suocero per aver utilizzato beni comunali a scopi personali. Lo scorso 27 marzo si sarebbe dovuta tenere la seduta di consiglio comunale che però è saltata. Assente il sindaco Turco per motivi di salute ricoverato in ospedale. «Prendo atto delle dimissioni dell’ormai ex vicesindaco, un atto dovuto. Non sono un giustizialista, ma in attesa dell’ultimo grado di giudizio, ritengo che sia il sindaco che la maggioranza dovrebbero seguire l’esempio di Franzoso. Quindi dimettersi».










