Avrebbero messo a segno una serie di assalti ai bancomat utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”, le cinque persone nei cui confronti i carabinieri del comando provinciale di Taranto hanno eseguito altrettanti provvedimenti di fermo.
Si tratta di Cataldo Bartolo detto Dino, 47enne nato a Napoli ma residente a Bari; Rocco Fronza, 21enne di Castellaneta; Valentino Intini, 22enne di Massafra; Alessandro Longo, 28enne di Grumo Appula; Simone Vinella, ventenne di Castellaneta.
Sarebbero stati loro a colpire, tra gli altri, nei comuni di Montemesola e Monteiasi a novembre scorso, nel giro di pochi giorni. La banda avrebbe colpito anche a Palagiano, Mottola, Scanzano Jonico e nelle province di Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L’ultimo colpo sarebbe quello avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.
I provvedimenti, firmati dal pubblico ministero Francesca Colaci e del procuratore capo di Taranto Eugenia Pontassuglia, sono stati eseguiti ieri sera.
Gli indagati sono accusati di aver assaltato almeno una decina di sportelli automatici di istituti di credito in tutta Italia agendo sempre nello stesso modo: con il volto coperto e inserendo l’esplosivo all’interno della fessura del bancomat che eroga il denaro, provocando così la deflagrazione.
Stando a quanto si apprende, almeno altre tre persone sarebbero ricercate per aver fatto parte della banda.










