Ventiquattro ore di sciopero a partire da oggi. È la risposta dei sindacati Fim, Fiom e Uilm all’ennesimo incidente sul lavoro che si è verificato nello stabilimento ex Ilva di Taranto dove, stamattina, ha perso la vita un operaio dell’appalto, il 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta di pulizie Gea Power, precipitato da oltre dieci metri d’altezza a seguito del cedimento di una grata.
A incrociare le braccia sono i lavoratori diretti e quelli dell’appalto dell’ex Ilva. Le organizzazioni sindacali «esprimono il loro profondo cordoglio» per la tragica scomparsa del lavoratore. «La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni».
Le sigle metalmeccaniche ritengono «inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione».
La morte di Loris Costantino arriva a poco meno di due mesi da quella di Claudio Salamida, avvenuta sempre nello stabilimento ionico dell’ex Ilva. I due incidenti, proseguono i sindacati, «si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta».
Le sigle chiedono «alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale».










