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Il risiko bancario, Unicredit si prende Commerzbank: chiude l’Ops e sfiora il 50%

Il gruppo guidato da Orcel raggiunge adesioni al 17,60% e arriva al 49,65% dei diritti di voto. Un risultato «oltre le aspettative iniziali»

Il risiko bancario, Unicredit si prende Commerzbank: chiude l’Ops e sfiora il 50%

Unicredit si prende Commerzbank a conclusione dell’offerta pubblica di scambio che si è chiusa con adesioni per il 17,6% portando il gruppo di guidato da Andrea Orcel a controllare potenzialmente il 47,6% del capitale. Quota che sale al 49,65% con l’annullamento delle azioni proprie su cui si è impegnato l’istituto tedesco.

Dopo il 12,51%, racimolato nella prima parte dell’offerta, Unicredit nelle due settimane di tempi supplementari, chiusi il 3 luglio, ha portato a casa un ulteriore 5%. Percentuali che vanno «ben oltre le aspettative iniziali», sottolinea l’istituto e che, combinate con quasi il 30% tra azioni già in possesso e derivati convertibili (il 3,22%), mettono nelle condizione la banca italiana di controllare di fatto Commerzbank.

Un controllo che arriva dopo una campagna di acquisizione durata due anni e che non è ancora terminata, e che ha suscitato non poche polemiche da parte della banca tedesca e di Berlino che ha quasi il 13% del capitale. Freddezza che resta da entrambe le parti. «L’approccio aggressivo e ostile di UniCredit rimane, dal punto di vista del governo federale, inaccettabile», ribadisce un portavoce del ministero delle Finanze tedesco. «Continueremo a concentrarci sugli interessi dei nostri clienti, dipendenti e azionisti» che oltre al gruppo italiano sono l’esecutivo tedesco e i soci di minoranza, aggiunge la ceo di Commerz, Bettina Orlopp ricordando il ruolo primario della banca come partner finanziario nel «Mittelstand» tedesco.

Nel frattempo l’impegno di Unicredit resta quello di continuare a «ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate». «Come già affermato, il consiglio di sorveglianza e il consiglio di amministrazione di Commerzbank rimangono disponibili a un dialogo costruttivo con Unicredit. La situazione non è cambiata», la replica tedesca che sollecita, per attuare le sinergie, una «soluzione concordata» con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo.

Le tappe

La posizione in cui si trova ora Unicredit la mette in una posizione di vantaggio rispetto alla Cancelleria tedesca. Un’acquisizione totale rappresenterebbe la più grande operazione bancaria in Europa degli ultimi vent’anni e trasformerebbe Unicredit in un player di riferimento in Germania. Ma una fusione non sarebbe possibile prima del 2029. Per arrivarci dovranno esserci altri passaggi. Prima di tutto il via libera della Bce, atteso entro settembre, per superare il 30% del capitale e poi le altre autorizzazioni previste. Una volta ottenute, Unicredit avrà il pieno controllo della propria quota. Altro step sarà la governance, ma non prima del 2027.