Pesca a strascico in aree che dovrebbero essere rigorosamente protette, episodi di bracconaggio, sversamenti illeciti e controlli ritenuti insufficienti. È questo il quadro tracciato da Greenpeace Italia nel dossier diffuso in occasione della Giornata internazionale del Mediterraneo, nel quale compare anche il Sito di interesse comunitario di Torre Guaceto.
L’associazione ambientalista parla di una tutela che, in molti casi, resta solo sulla carta, denunciando carenze nella gestione e nella vigilanza delle aree marine appartenenti alla rete europea Natura 2000. Secondo Greenpeace, l’indagine è stata condotta attraverso l’analisi dei dati satellitari, dei sistemi di identificazione delle imbarcazioni, sopralluoghi sul campo e il confronto con enti gestori e fonti pubbliche. Per Torre Guaceto vengono segnalate attività di pesca incompatibili con gli obiettivi di conservazione dell’area, in particolare la presenza di reti da posta e di altre pratiche che possono compromettere habitat delicati e specie protette.
La pesca illegale
La denuncia richiama anche fenomeni di pesca illegale e l’insufficienza di risorse economiche e personale destinati alla sorveglianza delle aree protette. L’organizzazione ambientalista sottolinea come il problema non riguardi esclusivamente la riserva brindisina, ma interessi anche altri siti marini italiani. L’obiettivo del dossier è sollecitare Governo e Regioni ad adottare misure più incisive per garantire una protezione effettiva degli habitat marini, incrementando i controlli, rafforzando gli enti gestori e assicurando finanziamenti adeguati.
I monitoraggi scientifici condotti negli scorsi anni, anche con il contributo della stessa Greenpeace, avevano evidenziato il buono stato di conservazione delle praterie di Posidonia oceanica e delle formazioni coralligene, riconoscendo l’efficacia delle misure di tutela adottate. Proprio per questo, secondo Greenpeace, è necessario evitare che attività illegali o scarsamente controllate compromettano un patrimonio naturale costruito in anni di lavoro.
