Di Marcello Giordano
Il Bologna prova a riaprire la rincorsa al settimo posto che potrebbe valere l’Europa, il Lecce si fa male da solo e vede sfumare la possibilità di uscire dalla zona retrocessione. La crisi della squadra di Eusebio Di Francesco non si arresta: quarto ko consecutivo, quinto in sei gare, l’occasione di fare un balzo in avanti in chiave salvezza dopo il ko della Cremonese con il Cagliari sfuma al Dall’Ara, dove il Bologna si rialza dopo la batosta di giovedì in Europa League con l’Aston Villa e una striscia di otto ko consecutivi nelle ultime 10 uscite in serie A.
I tre punti in palio valevano un’occasione per entrambe le sfidanti: a coglierla è il Bologna di Vincenzo Italiano, che sale a cinque punti dall’Atalanta (ko in casa con la Juventus ieri) e che potrebbero riaprire la rincorsa al settimo posto che può valere la Conference League se Atalanta, Inter o Como (queste ultime due in caso di qualificazione a una competizione europea) dovessero vincere la Coppa Italia. Sono Freuler e Orsolini ad aprire e chiudere le danze a propiziare il vantaggio: il centrocampista svizzero segna il più comodo dei tap in di testa al minuto 27, dopo che Orsolini con uno scavetto aveva superato Falcone sbattendo sulla traversa.
Ma il Lecce si fa male da solo, perchè su un rinvio di Falcone, Lucumi rimanda la palla di testa verso l’area leccese, con Siebert, Ndaba e Gabriel che si disinteressano del pallone, come pure Castro, in fuorigioco. Nessuno si cura di Orsolini, che crede in un pallone che pare destinato al nulla e la frittata è fatta. E dire che era stato il Lecce a iniziare con più convinzione la gara, con Ramadani a mettere Stulic davanti al portiere al minuto 8, quando la frittata la compie la difesa rossoblù, che si fa prendere d’infilata dalla trequarti leccese con tutti gli undici calciatori nella metà campo giallorossa: il serbo però non è freddo e a tu con il portiere rossoblù, che gli dice di no.
Il portiere è Massimo Pessina, classe 2005 che Italiano decide di lanciare per la prima volta dal primo minuto, dato l’infortunio di Skorupski e il giovedì che ha messo in croce il vice Ravaglia, autore di due errori decisivi. E allora spazio al titolare della nazionale azzurrina Under 20, che ci mette del suo. Trovato il vantaggio, il Bologna si scioglie e sfiora il bis già prima dell’intervallo con Orsolini, Cambiaghi e Sohm, ma Falcone c’è. Non c’è Castro che a inizio ripresa si divora un’occasione, murato da Veiga e nel finale si vede annullare il 2-0 per un fallo precedenti di Orsolini. I rossoblù hanno occasioni anche con Sohm e Orsolini ma hanno il demerito di non chiudere la gara. Di Francesco cambia, butta nella mischia Gallo, Gandelman, Cheddira e Ndri cercando soluzioni e qualcosa si vede, con Moro costretto a chiudere un tentativo di Gandelman, ma di tiri non ne arrivano, su azione il Lecce non costruisce e nel finale torna a farsi male da solo, con Ramadani che calcia una punizione sulla schiena di Miranda, lanciando Bernardeschi verso la porta: assist per Orsolini, che rompe il tabù e ritrova il gol che mancava dal 15 gennaio in campionato. Finisce 2-0, tra i rimpianti del Lecce e la voglia di provare a credere in una complicata rincorsa alla Conference da parte del Bologna