Meno fischi e meno Var, più gioco e più spettacolo. È questa, in conclusione della terza giornata, la percezione generale sul nuovo corso della Serie A, lodata negli studi televisivi e dagli allenatori stessi nelle interviste. Una percezione suffragata dai dati: tempo effettivo sensibilmente aumentato – con molte partite che sono andate oltre i 60 minuti, storicamente indicati come minutaggio ideale – meno perdite di tempo, addirittura nessun rigore fischiato nelle prime 28 partite, con nessun richiamo al video.
Le nuove linee guida arbitrali, tra le regole Ifab già viste ai Mondiali e le direttive imposte dal neo-designatore Daniele Orsato, portano subito risultati tangibili. Una direzione che dovrà essere mantenuta, prima di poter parlare di ‘rivoluzione culturale’, ma certo è questa la novità più grande dell’inizio di campionato. Molto si poggia su quanto sperimentato per la prima volta a inizio estate con la Coppa del mondo: conto alla rovescia sulle rimesse in gioco, limiti di tempo per uscire quando si è sostituiti, pugno duro contro le simulazioni con la norma che prevede un minuto fuori dal campo per il calciatore che viene soccorso in campo dai medici. A questo, poi, si aggiunge un approccio che Orsato ha dichiarato apertamente sin dal raduno precampionato degli arbitri, tenutosi a Cascia a inizio agosto: “Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore”. E così è effettivamente stato: in 28 partite, nessun intervento da Lissone per richiamare i direttori di gara.
Un’assenza di interruzioni che incide ulteriormente – in aggiunta alle norme Ifab – sul tempo effettivo, che rispetto alla stagione scorsa è aumentato di 3 minuti e 33 secondi (dati Sky), superando i 58 minuti di media a partita. Fin qui tutti d’accordo, mentre sui fischi alcune voci contrarie si levano: sono calati, infatti, i falli a partita, dai 25.1 di media della stagione scorsa ai 22.8 di queste prime giornate e all’interno di questi numeri si inserisce la clamorosa assenza di rigori assegnati. Qualche episodio in cui potevano essere dati c’è stato, e negli studi tv c’è chi avverte del rischio di una deriva da far west di questo metro.
Non, però, gli allenatori, che arrivano persino a difendere l’operato arbitrale in situazioni a loro avverse: “Non c’era il fallo”, ha detto Spalletti in merito al contatto tra De Winter e Kolo Muani che ha portato al gol di Cissé contro la sua Juventus. Come lui Chivu, che dopo il big match contro il Napoli è andato anche oltre: “Voglio fare complimenti alla gestione degli arbitri in queste prime tre giornate – ha detto a fine partita, nonostante un rigore per un tocco di mano negato alla sua Inter -. Il gioco scorre ed è divertente, non ci sono più perdite di tempo: stanno mantenendo una linea che piace a tutti”. Resta da vedere se questo fair play continuerà anche più avanti, quando i giochi si faranno più duri e la tensione aumenterà; intanto, però, quasi tutti si godono una Serie A in cui c’è più calcio
