Home » L’Edicola dello Sport » I rigori ai tempi dell’Ai, ma è sempre la maledizione dei Kluivert

I rigori ai tempi dell’Ai, ma è sempre la maledizione dei Kluivert

Più errori nella ‘lotteria’ dal dischetto: di padre in figlio si sbaglia in Olanda

I rigori ai tempi dell’Ai, ma è sempre la maledizione dei Kluivert

(di Francesco Loscalzo) (ANSA) – ROMA, 30 GIU – ‘Nino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore’: chissà se sarà capitato anche a Patrick Kluivert, quando ha giocato in Italia, nella stagione 1997-1998 con il Milan, di ascoltare il celebre brano di Francesco De Gregori, sempre attuale anche in tempi di Intelligenza artificiale. In queste ore, potrebbero servirgli per consolare il figlio Justin, uno dei tre giocatori olandesi che hanno sbagliato i rigori nella sconfitta contro il Marocco nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Del resto, può capitare ad ogni nazionale in una fase finale della Coppa del mondo di far ricorso al titolo ‘Maledetti rigori’ che l’Italia ha imparato a conoscere e a riconoscere dal 3 luglio 1990, la sera dell’eliminazione a Napoli nella semifinale contro l’Argentina, ad Italia ’90 appunto. Sono dovuti passare 12 anni, e altre due serie di ‘Maledetti rigori’ (a Pasadena nella finale di Usa 1994 contro il Brasile e a Parigi nei quarti di finale contro i padroni di casa poi campioni a Francia 1998) per farli diventare ‘Benedetti’. Non era un Mondiale, era una semifinale degli Europei 2000 e, guarda caso, tra i protagonisti in negativo di quella partita, ci fu proprio Kluivert senior che sbagliò uno dei due penalty falliti nei tempi regolamentari dall’Olanda in una semifinale giocata in casa e per molti minuti in 11 contro 9. Poi l’Italia vinse alla lotteria dei rigori, quella del cucchiaio di Totti, facendo piangere l’Olanda e i Kluivert (che in carriera ha sbagliato solo due rigori, ma uno, quello con l’Italia, ‘storico’, appunto), proprio come successo in questo Mondiale. Storie di rigori. Sbagliati, parati o segnati, in percentuale sempre minore, certamente anche per ‘merito’ dell’Ai. Tutti gli staff tecnici, infatti, la utilizzano per studiare i propri giocatori e soprattutto gli avversari, tanto che quello del ct dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, ha ammesso alla vigilia del Mondiale di essere in possesso di infiniti dati su tutti i rigoristi delle 47 avversarie. Dati e numeri da mal di testa per i non addetti ai lavori e che stanno contribuendo a cancellare uno dei luoghi comuni del calcio, quello della ‘lotteria dei rigori’, sempre più una scienza (quasi) esatta. Perché l’Ai alla fine sembra proprio aiutare i portieri o quanto meno pare mettere ulteriore pressione a tutti i ‘Nino’ che si avvicinano al dischetto: nella (quasi ex) lotteria delle prime due partite finite ai rigori di questo Mondiale (Germania-Paraguay e Olanda-Marocco) ne sono stati calciati 22, di cui 12 segnati e 10 sbagliati. E così alle lacrime della famiglia Kluivert fa da contraltare il sorriso del portiere del Marocco, Yassine Bounou, decisivo con la parata sul rigore di Summerville, che ha riportato alla memoria l’impresa con la Spagna, sempre ai rigori, agli ottavi in Qatar 2022, quando la corsa di Hakimi e compagni si fermò solo nella semifinale con la Francia. Bounou, in patria e tra tutti i marocchini migrati nel mondo, è considerato un eroe: una parola che da qualche ora accompagna anche la vita di Orlando Gill, portiere del Paraguay, pochi giorni prima aspramente criticato da José Luis Chilavert (una leggenda del calcio del Paese sudamericano) e invece ora osannato per le due parate decisive nella storica vittoria contro la Germania. E’ da questi particolari che si giudica un portiere. (ANSA).

ansa:hashcode: 714d167f000971f23ba556ffc7455c6e15cbf3ed844fe4dc01472fa230bfe845
ansa:destination: ANSA per LEDICOLA
ansa:validation: https://trust.ansa.it/714d167f000971f23ba556ffc7455c6e15cbf3ed844fe4dc01472fa230bfe845