(ANSA) – IL CAIRO, 07 LUG – In quel 2-0, malgrado un gol annullato, c’era tutto l’orgoglio degli egiziani che hanno creduto nel miracolo. Poi è finita 3-2 per l’Argentina ma nella memoria di un Paese di 120 milioni di abitanti, e di un intero continente, che ci ha creduto, la sfida di Atlanta resterà, almeno per ora, la partita del secolo, l’idea di potercela fare anche contro i campioni del mondo. “Grazie agli eroi della nazionale di calcio per la loro onorevole prestazione e per aver raggiunto un traguardo senza precedenti nella storia del calcio egiziano – ha subito dichiarato il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi -. Siamo orgogliosi di voi e del vostro successo; un futuro radioso vi attende, se Dio vorrà”. Ma nulla equivale all’emozione suscitata da una partita dal pronostico segnato e che invece stava per regalare la più clamorosa delle sorprese. L’Egitto si è fermato per 90 minuti, incredulo davanti a quella qualificazione agli ottavi conquistata contro l’Australia, e ai primi due gol segnati davanti a un Lionel Messi in lacrime, quasi annientato davanti a un suo potenziale gol fermato dal portiere egiziano. Hanno dato tutto nel primo tempo i Faraoni, ogni forza muscolare e ogni desiderio di vittoria, ma poi si sono scomposti tatticamente, e nei dieci minuti finali contro l’Albiceleste hanno perso lo smalto. Incredibile, comunque, l’entusiasmo in tutto l’Egitto, paralizzato a partire dalle sette di sera, fatta eccezione per i pochi rimasti incastrati nell’assurdo traffico cairota nel tentativo di raggiungere un maxi schermo. Incredibili i salti e le grida in ogni albergo, resort, quartiere del Cairo, case private, per il primo gol dei Faraoni, rapido e inaspettato. Da Atlanta, dove sui maxi schermi si sono visti tifosi esultare con le insegne di Tutankhamon, e al Cairo, dove ovunque sono sventolate bandiere. Ma anche a Gaza – nella martoriata striscia ricordata anche ieri dal ct egiziano, Hassan, come “una vergogna per tutti noi” -, si è tifato per Salah e compagni, ed è stata grande la delusione per l’eliminazione, pur contro un idolo globale come Messi. Hanno speso tutto nella prima parte della gara, gli egiziani, chiudendo il primo tempo avanti di un gol e poi andando a raddoppiare. Il sogno sembrava vicino a diventare realtà per quanto incredibile, per milioni di egiziani, che da quel momento hanno cominciato a soffrire con la squadra di Hassan e soprattutto di Salah, eroe del giorno ma apparso a tratti davvero sofferente dopo l’infortunio subito durante la partita contro l’Iran. La rimonta argentina ha spento le urla, l’entusiasmo, i sorrisi, ma non l’orgoglio, anche se la delusione è tanta. Il silenzio ha preso al Cairo il posto dei clacson risuonati fino all’alba dopo la partita con l’Australia. Ma resterà il ricordo di una grande prestazione, grandi speranze e di grandi emozioni in un Paese ora simbolo di equilibrio e rinascita tra le instabilità del Medio Oriente. (ANSA).
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