(ANSA) – ROMA, 29 GIU – “Lo definirei un mondiale proprio americano”. Così Evelina Christillin, ex membro aggiuntivo della Uefa nel consiglio Fifa, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sul Mondiale 2026 in corso in Canada, Messico e Stati Uniti e arrivato ora alla fase a eliminazione diretta. “Si è cominciato a giocare a calcio e così – ha sottolineato la presidente del Museo Egizio di Torino – si sono smorzate alcune polemiche iniziali, come l’arbitro somalo rispedito a casa, gli iraniani che dovevano fare avanti e indietro da Tijuana, i troppi e prolungati break pubblicitari. Poi finalmente ha parlato il campo. I grandi vecchietti come Messi, Ronaldo e Modric sono stati il punto più interessante e popolare finora, anche perché le partite, ad eccezione di qualcuna, non sono state di livello eccelso. Ma adesso la fase a eliminazione diretta diventa speciale. Ci sono sei squadre europee che si scontrano tra di loro. Gli stadi sono pieni, malgrado il costo proibitivo dei biglietti”. Per Christillin, “sicuramente il Mondiale sta funzionando. Il conto alla rovescia 3, 2, 1 prima dell’inizio delle partite è molto Nba. Tantissime partite, è come quando vai in un ristorante e ci sono troppi piatti e troppe scelte nel menu. Tutta questa lunghezza forse è un po’ tanto. Questa divinizzazione dei tre che non tramontano mai (Messi, Ronaldo e Modric) – ha continuato ha reso questa prima parte del mondiale più ricca di quanto si potesse raccontare. Si era parlato anche di un Mondiale green: è stato calcolato che sono 9 milioni e mezzo tonnellate di CO2 durante i 38 giorni di gare, cioè quello che consuma la città di Roma in un anno”. Mondiale ulteriormente allargato? “Secondo me – ha risposto – aumenterà ancora. Infantino farà in modo che non ci sia più bisogno di migliori terze come in questo Mondiale. In più il presidente della Fifa si ricandiderà e non ha avversari. Infantino è molto decisionista, anche se alcune non sono delle più felici, come il premio Fifa per la pace a Trump e il giorno dopo ha bombardato l’Iran”. In riferimento alla battuta fatta da Infantino sull’Italia, che per qualificarsi ai Mondiali avrebbe bisogno di un ulteriore allargamento delle partecipanti, Christillin ha detto che “voleva essere spiritosa: gli è uscita un po’ male, tra l’altro ha un grande attaccamento all’Italia. Da presidente della Fifa, non gli è uscita benissimo, non era sua intenzione prenderci in giro in maniera maligna”. (ANSA).
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