(ANSA) – ROMA, 09 LUG – Con lo stesso piglio che aveva con il fischietto in bocca, Pierluigi Collina difende la sua squadra, quella degli arbitri dei Mondiali 2026, e rispedisce al mittente polemiche, sospetti e accuse “infondate. Nessuno – alza la voce il responsabile arbitrale della Federcalcio internazionale – può mettere in dubbio l’integrità degli ufficiali di gara. E nessuno può sostenere che l’arbitraggio Fifa possa essere influenzato da chicchessia, nemmeno dal presidente Gianni Infantino”. In particolare, in un’intervista al sito della stessa Fifa, l’ex arbitro italiano (protagonista Yokohama della finale della Coppa del Mondo 2002 tra Brasile e Germania, decisa dalla doppietta di Ronaldo il Fenomeno) ha messo in evidenza che Infantino “ha sempre dimostrato pieno sostegno alla squadra arbitrale della Fifa, confidando nella nostra capacità di operare in totale indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni in buona fede e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di dare il massimo”. E proprio come giocatori e allenatori, anche gli arbitri, in campo e al Var, hanno commesso errori. E così, dopo le prime 96 partite (ne mancano otto) che hanno condotto ai quarti di finale, Collina si dice “nel complesso soddisfatto. Tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un arco di tempo relativamente breve, è normale che qualcosa non sia andato come previsto”. Molta attenzione è stata posta dalla squadra arbitrale, che ha fatto i conti anche con le nuove regole per cercare di eliminare perdite di tempo, soprattutto come gli attaccanti cerchino di impedire al portiere di muoversi nell’area piccola. E tra gli episodi più contestati, quello di un gol annullato (giustamente secondo l’ex arbitro italiano) all’Egitto, sul punteggio di 1-0 per la squadra africana, nella gara degli ottavi poi vinta dall’Argentina per 3-2. “Attia – ha spiegato Collina – ha chiaramente calpestato il piede di Lisandro Martínez. Dopo ogni gol, il Var controlla la fase di possesso palla in fase offensiva (App). Se viene identificato un fallo nella fase di costruzione dell’azione (come successo in questo caso) e si ritiene che abbia avuto un impatto sul gol, il Var raccomanderà una revisione. Non esiste un limite definito né per quanto riguarda la distanza dalla porta né per il lasso di tempo tra l’episodio e il gol”. Quindi, secondo Collina, la decisione presa dall’arbitro francese Letezier è stata corretta. (ANSA).
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