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Wedding economy, in Puglia una crescita consolidata ma nessuno fa squadra

Ieri, tra i trulli e gli ulivi della piana fasanese, la Puglia ha provato a raccontarsi non solo come scenario, ma come sistema, del settore economico legato ai matrimoni. Alla Masseria Don Luigi, il «WIM Tour 2026» ha fatto tappa trasformando un luogo simbolo dell’ospitalità regionale in uno spazio di confronto sul futuro della Private…
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Ieri, tra i trulli e gli ulivi della piana fasanese, la Puglia ha provato a raccontarsi non solo come scenario, ma come sistema, del settore economico legato ai matrimoni. Alla Masseria Don Luigi, il «WIM Tour 2026» ha fatto tappa trasformando un luogo simbolo dell’ospitalità regionale in uno spazio di confronto sul futuro della Private Events Industry a partire da dati e prospettive.

Il WIM – acronimo di Where Ideas Meet – è un network professionale dedicato all’industria degli eventi privati. Mette in relazione wedding planner, location, fornitori, istituzioni e buyer internazionali attraverso una piattaforma e una serie di incontri sul territorio. Il WIM Tour è la sua articolazione itinerante: un percorso che attraversa diverse regioni italiane per raccogliere dati, esperienze e criticità direttamente dagli operatori. I contributi confluiscono in WIM Insights, l’osservatorio sviluppato con l’Università di Siena, che elabora analisi e report sul settore.

Il quadro pugliese

Il wedding è oggi un comparto economico strutturato: in Italia supera il miliardo di euro e genera flussi turistici consistenti. In questo scenario, la Puglia si colloca stabilmente tra le prime destinazioni nazionali, con oltre il 10% dei matrimoni del segmento e una quota crescente di eventi internazionali. La dimensione economica regionale è stimata tra i 100 e i 130 milioni di euro annui, con un indotto che coinvolge ospitalità, ristorazione, servizi e produzioni creative.

Il dato più rilevante è la composizione della domanda: coppie straniere, in particolare da Stati Uniti, Regno Unito e Nord Europa, scelgono la regione per eventi di più giorni, con una spesa media elevata e una permanenza prolungata. Questo rende il wedding uno dei segmenti più dinamici del turismo pugliese.

Da destinazione a sistema

Il confronto di ieri si è concentrato sul comparto bridal, uno degli elementi più visibili della filiera. La presenza di atelier come Mysecret Sposa e Luisa Sposa ha evidenziato il ruolo della manifattura e della ricerca stilistica nella costruzione dell’immagine della destinazione. Il wedding in Puglia è una rete articolata che genera valore proprio nella capacità di integrare competenze diverse. Le tavole rotonde hanno messo in evidenza una crescita costante del mercato, ma anche alcuni limiti: frammentazione dell’offerta, necessità di coordinamento tra operatori, infrastrutture non sempre adeguate.

Allo stesso tempo, il settore mostra segnali di maturazione: aumento della domanda internazionale, destagionalizzazione degli eventi, crescita del ruolo dei professionisti nella progettazione. Come ha osservato Tommaso Corsini, fondatore di WIM, la Puglia è oggi una delle destinazioni più riconoscibili nel mercato dei destination events. Il passaggio successivo riguarda la costruzione di un sistema capace di valorizzare tutte le professionalità coinvolte. La sfida è trasformare una crescita già evidente in una struttura organizzata, capace di competere in modo stabile sui mercati internazionali.

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