Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha partecipato a una serie di appuntamenti in Puglia. La visita ha toccato i territori di Taranto e Brindisi ed è stata anche occasione per ribadire le linee strategiche del governo per lo sviluppo del Mezzogiorno.
I dati relativi all’attrattività dell’Italia sono stati posti in apertura dal ministro: nei primi tre anni del governo Meloni, gli investimenti esteri nel Paese sono aumentati del 18%, posizionando la penisola come leader in Europa insieme alla Spagna. Nello stesso periodo, ha spiegato Urso, gli investimenti esteri nella borsa italiana hanno registrato un incremento superiore al 18% – segnando la migliore performance tra i mercati azionari europei -, mentre l’acquisto di titoli di Stato da parte di investitori stranieri è cresciuto di oltre l’8%, accompagnato dal primato continentale per crescita di flussi turistici.
Taranto: l’ampliamento Vestas e la sfida dell’ex Ilva
La prima tappa della sua giornata pugliese, ha visto il ministro Urso a Taranto per l’inaugurazione dell’ampliamento dello stabilimento di Vestas Italia, specializzato nella produzione di pale eoliche destinate al settore offshore.
Alla cerimonia erano presenti Henrik Andersen, amministratore delegato del gruppo Vestas, ed Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia.
«Vestas rappresenta un esempio di investimento nel settore della tecnologia green che sceglie il nostro Paese», ha dichiarato Urso, spiegando che i porti di Taranto e Augusta sono stati individuati dal governo come hub nazionali per l’eolico offshore, grazie alle risorse della Zes unica e ai contratti di sviluppo di Invitalia legati al Pnrr.
A margine dell’evento, il ministro ha affrontato la situazione più complessa del territorio: lo stabilimento ex Ilva.
«L’ex Ilva è sicuramente la vertenza più difficile tra le tante che, purtroppo, abbiamo ereditato», ha affermato Urso, richiamando la causa risarcitoria da 7 miliardi di euro avviata dai commissari presso il Tribunale di Milano contro il precedente gestore.
Il ministro ha assicurato che l’azienda resta attiva e che si lavora a una soluzione strutturale: «Chiunque si può aggiungere alla procedura in corso facendo una proposta che sia migliorativa. Spetta ai commissari dell’amministrazione straordinaria giudicare le diverse proposte».
Il titolare del Mimit ha poi confrontato la situazione generale con il passato, rilevando che i tavoli di crisi nazionali sono scesi da picchi storici di 160-180 agli attuali 43 complessivi (di cui 16 nel Mezzogiorno), rivendicando la risoluzione di oltre 40 vertenze nell’ultimo triennio – incluse due recenti in Puglia – e citando il rilancio di Piombino tramite gli accordi con Metinvest, Danieli e Jindal.
Brindisi: accordo di programma e Casa del Made in Italy
La visita è proseguita a Brindisi, dove il ministro ha annunciato novità per il rilancio industriale dell’area: «A breve riconvocheremo a Roma il tavolo per un accordo di programma per Brindisi, e credo che potremmo farlo prima della pausa estiva, così da dar vita finalmente a questo nuovo polo produttivo a cui partecipano tante decine di imprese».
Sul fronte chimico, è stato convocato il tavolo di monitoraggio per l’accordo siglato tra Eni Versalis e i sindacati. L’azienda ha già individuato un advisor per valutare la cessione dell’impianto del cracking a un nuovo operatore economico.
Infine, Urso ha inaugurato a Brindisi la terza “Casa del Made in Italy” della Puglia, dopo quelle di Bari e Taranto. Si tratta di uno sportello informativo allestito presso la Camera di commercio, ideato per orientare le categorie economiche e le imprese del territorio sulle misure di sostegno e sugli incentivi promossi dal governo.






