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Ucraina, screening con tamponi e vaccini per i profughi che arrivano in Puglia

La prefettura di Bari è al lavoro per organizzare al meglio l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra. E per farlo in sicurezza considerata anche l’emergenza sanitaria ancora in atto. Al termine della riunione che si è tenuta oggi in Prefettura, presieduta dalla prefetta Antonia Bellomo, è emersa la necessità di intercettare le persone…
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La prefettura di Bari è al lavoro per organizzare al meglio l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra. E per farlo in sicurezza considerata anche l’emergenza sanitaria ancora in atto.

Al termine della riunione che si è tenuta oggi in Prefettura, presieduta dalla prefetta Antonia Bellomo, è emersa la necessità di intercettare le persone già arrivate o in arrivo per eseguire tamponi per la ricerca del contagio da Covid-19 ed eventualmente somministrare vaccini da parte della Asl, per il successivo rilascio di titoli di soggiorno per la regolare permanenza sul territorio.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro, rappresentanti della Protezione civile regionale, della Asl di Bari, del servizio 118, delle Caritas diocesane e della Croce rossa italiana.
Al momento, spiegano dalla Prefettura in una nota, «non si registrano importanti flussi in ingresso di cittadini ucraini, ma solo di alcune persone ospitate da parenti che risiedono nel nostro territorio. In previsione di un possibile esodo e tenendo conto della peculiarità dei migranti (prevalentemente donne e bambini) è stata evidenziata l’esigenza di ampliare la rete di accoglienza sia attraverso l’attivazione di Centri di accoglienza straordinaria dedicati sia mediante la rete Sai (Sistema accoglienza integrazione). È stata raccolta, inoltre, la disponibilità di strutture gestite da Enti religiosi che sarà formalizzata nei prossimi giorni».
Sono in fase di perfezionamento i protocolli d’intesa con Federfarma e l’ordine dei farmacisti per consentire donazioni destinate all’acquisto di medici da donare e inviare nelle zone interessate dal conflitto. L’Anci, infine, ha annunciato che sarà attivata una raccolta di fondi specifici da accreditare su conti correnti dedicati.

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