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Turismo in Puglia, l’appello della Cgil dopo le dimissioni di Starace: «Subito un nuovo assessore»

Il sindacato invita gli esponenti politici a individuare, al più presto, un nuovo componente della Giunta per affrontare i problemi del settore

Turismo in Puglia, l’appello della Cgil dopo le dimissioni di Starace: «Subito un nuovo assessore»

Dopo le dimissioni di Graziamaria Starace, finita sotto indagine per concussione e a processo per abusi edilizi a Vieste, l’assessorato al Turismo della Regione Puglia è rimasto senza un “titolare” con il presidente Antonio Decaro che ha deciso di tenere per sé la delega in attesa di trovare un nuovo componente della Giunta.

Un invito a “fare presto” arriva dalla Cgil Puglia che, con la segretaria Gigia Bucci, ricorda come il turismo rappresenti «oltre il 13 per cento del Pil regionale» e per questo è «necessario un tavolo vero di confronto con la Regione e tutti i soggetti coinvolti, per affrontare temi ineludibili a partire dalla qualità del lavoro che sviluppa il settore». Ed è proprio questo uno dei motivi per i quali, secondo il sindacato, «i tempi della politica non possono essere quelli della necessaria programmazione, e pertanto crediamo che sia necessaria l’indicazione di un assessore al ramo, considerata la mole di lavoro che investe il presidente in prima persona».

Gigia Bucci sottolinea che «parlare di turismo oggi significa affrontare i temi della vivibilità dei territori, delle infrastrutture di mobilità, della sostenibilità ambientale, della connessione con settori quali la cultura e l’enogastronomia, di destagionalizzazione, della messa a valore delle aree interne, dei processi di sovraturismo e gentrificazione che stanno investendo alcune realtà. Insomma – evidenzia – discutere di qualità della vita dei cittadini non solo dell’esperienza del turista».

La Puglia, ricorda ancora la segretaria generale della Cgil regionale, ha visto quasi raddoppiare le presenze totali dal 2015, passate da 13,5 milioni a 22,4, ma restano problematiche legate a «lavoro nero e grigio, rapporti stagionali e a termine, remota applicazione dei giusti contratti per quelle figure professionalizzate e quindi uno schiacciamento verso il basso dei profili e dei salari».

I numeri, infatti, parlano di una media per azienda (ristorazione e accoglienza) attorno ai 6 dipendenti. La punta massima di addetti complessivi nel periodo di agosto che supera le 90mila unità. Bucci spiega che «oltre il 40% degli addetti è sotto i 30 anni» e per la maggior parte i rapporti di lavoro sono «a tempo parziale e stagionale ma spesso si lavora ben oltre gli orari previsti da contratto, dove è difficile anche ottenere il previsto giorno di riposo. I servizi ricettivi – continua la sindacalista – assorbono il 17% del lavoro mentre tutto il resto è nei pubblici esercizi. Servizi ricettivi dove le giornate retribuite sono mediamente 127 e sviluppano un reddito lordo di 14.500 euro. La ricchezza che determina il settore non esiste senza il lavoro e la buona occupazione e la qualità lavoro devono essere centrali nello sviluppo del turismo».

Per Gigia Bucci, dunque, servono «confronto, gestione e programmazione anche per evitare gli effetti del sovraturismo incontrollato, favorito da locatori improvvisati, che hanno ricadute sulla qualità di vita dei piccoli e medi centri urbani che, per fare un esempio, si ritrovano a dover gestire un servizio di igiene urbana o di trasporto pubblico tarato per una popolazione tra 10-15mila abitanti e che decuplica le presenza tra luglio e agosto».

In campagna elettorale, conclude la segretaria generale della Cgil Puglia, «tra le nostre proposte vi era quella di un osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo. Noi crediamo che al netto delle prerogative del presidente della Regione, sia necessario dotare la Giunta di un responsabile al ramo e avviare da subito un tavolo che guardi alla prossima stagione e affronti i nodi di un comparto fondamentale per la nostra economia».