Un movimento di cittadinanza attiva che non guarda a destra, ma nemmeno a sinistra. È notizia di queste ore che «Schierarsi», l’associazione culturale dell’ex enfant prodige del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, potrebbe decidere di scendere in campo per le prossime Politiche del 2027, così anche in Puglia qualcosa si muove.
Antonella Laricchia, due volte consigliera regionale pugliese, è già da alcuni mesi impegnata in prima persona; altri nomi locali sono quelli di Sabino Mangano, Barbara Lezzi, Francesco Lisi, Giovanni Vianello.
L’associazione è organizzata in piazze attive presenti in numerosi comuni della regione. «Nella tre giorni di gennaio a Bardonecchia – spiega Laricchia – ho ritrovato molte persone a me vicine, ma anche tantissimi volti nuovi, soprattutto giovani. Questo mi ha sopreso: Schierarsi non è solo composta da nostalgici della prima ora del Movimento 5 Stelle, ma anche da tanta gente che si sta avvicinando per la prima volta all’impegno sociale intorno ad alcune tematiche fondamentali: la terza via per la gestione dei migranti con un piano per il diritto a non partire, il riconoscimento dello Stato Palestinese, la creazione di una casa farmaceutica pubblica, il salario minimo, la natalità. Ci siamo dati il prossimo autunno come momento per capire se fare un ulteriore passo in avanti».
Di fondo, l’impostazione grillina «nuda e pura» che crede profondamente nella democrazia diretta e nell’utilizzo della piattaforme web, tanto che per per prendere alcune decisioni interne è gia stata utilizzata la voting room Camelot di Davide Casaleggio. E se qualcuno ha già parlato di dibattistiani «spina« per il Campo largo di centrosinistra, come i vannacciani per la coalizione centrodestra, per il raggiungimento del quorum al 42% previsto dalla nuova legge elettorale.
Laricchia esclude categoricamente tale ipotesi: «Non credo che qualora dovessimo decidere di partecipare alle Politiche toglieremo voti al M5S, immagino invece che attingeremo a tutto quell’elettorato che in questi anni non ha trovato un riferimento all’interno del deludente quadro politico».
