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Sanità, Decaro sulle tasse: «I costi corrono più del Fondo nazionale, ma non abbiamo tagliato i servizi»

Sanità, Decaro sulle tasse: «I costi corrono più del Fondo nazionale, ma non abbiamo tagliato i servizi»
(Foto ANSA – Matteo Corner)

Un Consiglio regionale monotematico sulla sanità tesissimo, durato oltre cinque ore e chiuso dal duro intervento del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Nel mirino del dibattito, il disavanzo del sistema sanitario pugliese e il contestato aumento dell’addizionale Irpef, che ha scatenato la protesta delle opposizioni di centrodestra, pronte a esporre in aula cartelli con lo slogan «Antonio Decaro = + tasse».

Il governatore ha risposto punto su punto alle accuse, cifre alla mano, inquadrando il deficit pugliese in un’emergenza che sta travolgendo l’intera penisola.

«Spesa farmaceutica fuori controllo»

Nel suo discorso di chiusura, Decaro ha voluto citare i dati ufficiali della magistratura contabile e delle agenzie di controllo per dimostrare come le risorse statali siano ormai insufficienti a coprire i reali bisogni dei territori: «I costi della sanità crescono molto più rapidamente del Fondo sanitario nazionale. Lo dice chiaramente la Corte dei Conti: nel 2025 la spesa effettiva in Italia ha toccato i 141 miliardi di euro, superando ampiamente i 136 miliardi stanziati dallo Stato. È vero che i fondi nazionali sono aumentati rispetto al passato, ma non bastano a coprire i costi reali».

Un trend negativo che accomuna la Puglia a numerose altre realtà virtuose e non, come Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Abruzzo, Emilia-Romagna e Sardegna. Tra i fattori principali del disavanzo, il governatore ha indicato il boom dei medicinali: «I dati Aifa certificano che la spesa farmaceutica è letteralmente decollata, registrando una crescita del 23,5% in soli tre anni, dal 2022 al 2025».

La difesa della manovra Irpef e i tagli extra-sanitari

Di fronte alle contestazioni sollevate dai banchi della minoranza per il ritocco delle aliquote fiscali, il presidente della Regione ha rivendicato con forza la scelta politica della giunta:

«La prospettiva futura non è rosea per nessuno e dobbiamo prenderne atto. Noi abbiamo fatto una scelta precisa: aumentare l’Irpef solo a chi se lo poteva permettere, non a tutti i cittadini. Per far fronte al deficit abbiamo tagliato 107 milioni di euro, pari al 10% della spesa extra-sanitaria, ma lo abbiamo fatto senza toccare i servizi essenziali. Non abbiamo tolto un solo euro alle borse di studio o ai trasporti pubblici».

La chiusura dell’intervento è stata dedicata a uno dei temi più caldi e sentiti dai cittadini pugliesi: l’accesso alle cure e i tempi di prenotazione per esami e visite specialistiche. Un problema cronico che la Regione punta a ridefinire nelle prossime ore attraverso provvedimenti mirati:

«La partita delle liste d’attesa non si presenta semplice. Proprio in queste ore porteremo in giunta delle delibere che, superata la fase strettamente sperimentale, ci consentiranno di avviare soluzioni strutturali per abbattere i tempi. Io metterò in questa sfida tutto il coraggio di cui sono capace, e mi auguro di trovare molti coraggiosi pronti a fare altrettanto all’interno di questo Consiglio regionale».