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Sanità pugliese, si smina il campo dagli ultimi atti firmati dalle Asl

La nuova direttiva firmata da Davide Pellegrino, chiama i dg appena insediati a passare al setaccio tutti gli atti degli ultimi 60 giorni

Sanità pugliese, si smina il campo dagli ultimi atti firmati dalle Asl

Mentre la Corte dei Conti si prepara al giudizio che potrebbe mettere sotto pressione i conti della Regione Puglia e il Piano operativo 2026-2029 già sul tavolo dei ministeri della Salute e dell’Economia, la giunta Decaro stringe ulteriormente i controlli sulla sanità. Parte la verifica straordinaria sugli ultimi atti firmati dai commissari delle Asl: l’obiettivo è disinnescare eventuali decisioni capaci di appesantire una macchina sanitaria già gravata da un disavanzo di quasi 370 milioni di euro e arrivare all’appuntamento con la parifica senza nuove mine nei bilanci. In questo scenario si inserisce la nuova direttiva firmata dal capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, Davide Pellegrino, che chiama i direttori generali appena insediati a passare al setaccio tutti gli atti adottati dai commissari straordinari negli ultimi sessanta giorni di mandato, verificandone la legittimità, l’urgenza e soprattutto l’impatto economico e organizzativo.

L’iniziativa rappresenta un tassello della più ampia strategia con cui la Regione tenta di riportare sotto controllo la spesa sanitaria. Il Piano operativo 2026-2029, già all’esame dei tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia, prevede infatti una profonda riorganizzazione del sistema: accorpamento di dipartimenti e reparti ospedalieri, razionalizzazione della rete assistenziale, centralizzazione degli acquisti, contenimento della spesa farmaceutica e rinvio di parte delle assunzioni. Misure considerate indispensabili per riportare il Servizio sanitario regionale su un sentiero di equilibrio finanziario ed evitare un irrigidimento del piano di rientro.

Non è un caso che la ricognizione riguardi proprio gli atti potenzialmente più onerosi. Sotto osservazione finiscono procedure assunzionali e concorsuali, progressioni di carriera, provvedimenti di riorganizzazione interna e contratti con effetti finanziari pluriennali, cioè tutte quelle decisioni in grado di produrre nuovi costi destinati a riflettersi sui bilanci delle aziende sanitarie. La direttiva assegna ai nuovi direttori generali un potere particolarmente incisivo. Gli atti non ancora eseguiti potranno essere sospesi in via cautelare, annullati qualora emergano profili di illegittimità oppure revocati se non più coerenti con il nuovo assetto organizzativo e finanziario definito dalla Regione. Resta però un limite preciso: non potranno essere adottati provvedimenti che arrechino un danno a terzi o espongano le aziende sanitarie a responsabilità risarcitorie.

La tempistica dell’operazione non passa inosservata. L’obiettivo è evidente: evitare che decisioni assunte durante la gestione commissariale possano compromettere il percorso di risanamento dei conti e presentarsi all’appuntamento con la magistratura contabile con una governance più rigorosa.