Aria di profonda ristrutturazione nei corridoi di via Gentile. Al centro della svolta siede Sebastiano Leo, assessore al Bilancio e al Personale, chiamato a fare da arbitro tra l’esigenza di risparmio e la necessità di velocizzare la macchina regionale.
Il modello Maia 2 è in via di rottamazione. Gestione precedente troppo frammentata e poco controllata?
«Assolutamente no. Era coerente con le esigenze e con la visione politica dell’amministrazione che lo ha adottato e ha garantito un’adeguata struttura di governo e gestione. Oggi le priorità e la visione strategica sono mutate. Si tratta di un aggiornamento del modello di governance, non di una sconfessione del lavoro svolto in passato: puntiamo a strutture più snelle, coordinate e orientate a risposte concrete per cittadini e territori, mantenendo al contempo trasparenza e controllo».
Dall’autonomia dei dirigenti a un «super-controllo» del Gabinetto e del futuro Segretario Generale. Non si rischia di ingessare la Regione invece di velocizzarla?
«Controllo non significa ingessare. Una volta individuati i meccanismi corretti, si possono avviare processi più snelli e rapidi, pur mantenendo un livello di supervisione che eviti errori e inefficienze».
A proposito di Segretario Generale: può confermare che sarà Michele Abbaticchio?
«È una decisione del Presidente. Se così fosse, comunque, non vi riscontrerei motivi ostativi».
Nel 2025 la Regione ha affidato ben 175 consulenze esterne. Erano tutte necessarie?
«Non sempre è possibile assumere nuovo personale per esigenze di breve durata o per esigenze specifiche. Talvolta le consulenze hanno anche il compito di velocizzare processi complessi, riducendo rischi o inefficienze».
Avete chiesto un elenco dettagliato di tutte le convenzioni in essere. C’è il sospetto che in passato siano stati stanziati fondi per progetti non prioritari o poco trasparenti?
«Se avessi avuto sospetti senza esplicitarli sarebbe stato grave. Il controllo non intende demonizzare il passato, ma conoscere e comprendere le scelte già fatte, così da migliorare trasparenza, efficienza e programmazione futura».
Come gestirà il malumore dei direttori di sezione che non avranno più l’ultima parola sui loro budget?
«Come sempre, il cambiamento va accompagnato con dialogo e confronto. Le priorità saranno valutate di volta in volta, garantendo equilibrio tra autonomia operativa e indirizzo politico».
In termini finanziari, quanto conta di risparmiare nel 2026 grazie alla stretta sulle consulenze e alla razionalizzazione delle agenzie?
«Il risparmio sarà valutato tenendo conto delle reali esigenze: non si tratta di tagliare indiscriminatamente, ma di eliminare il superfluo e concentrare risorse sulle priorità».









