È in dirittura d’arrivo l’accordo in maggioranza per gli assetti del nuovo Consiglio regionale pugliese, con i partiti del centrosinistra impegnati in trattative febbrili per blindare poltrone e ruoli chiave. Dopo il primo vertice interlocutorio dei capigruppo svoltosi l’altro giorno, in via Gentile, ieri le trattative sono proseguite tra Pd, Decaro Presidente, Cinque Stelle e Per la Puglia, con l’obiettivo di chiudere uno schema che contemperi equilibri politici e richieste interne. Al centro del dibattito c’è la parità di genere, richiamata dalla segretaria Pd, Elly Schlein, e destinata quasi certamente a trovare accoglimento nell’organigramma dell’ufficio di presidenza.
Secondo lo schema su cui si lavora, quattro caselle spetteranno al Pd, con tre commissioni di competenza, mentre gli altri tre gruppi avranno una commissione ciascuno. Tutto sarà formalizzato nel vertice finale tra gli alleati previsto per oggi, ma l’intesa appare ormai consolidata. Il Pd ribadirà la scelta di Toni Matarrelli come presidente del Consiglio regionale, indicazione che ha già incassato il via libera degli altri gruppi di maggioranza. I Cinque Stelle, invece, hanno sciolto la riserva sulla proposta avanzata 24 ore prima dal capogruppo Pd, Stefano Minerva, che metteva sul piatto la scelta tra la vice presidenza e la presidenza di una commissione. Alla fine, il gruppo ha optato per la presidenza di commissione, strategia che consente di mantenere voce in capitolo sulla programmazione legislativa e sulle politiche territoriali, senza contrapporsi frontalmente al Pd.
Così, la griglia definitiva prevede Matarrelli alla presidenza, la vice presidenza in quota Pd con un ruolo di grande prestigio destinato a Elisabetta Vaccarella, la consigliera più suffragata con 26 mila preferenze. Ai Cinque Stelle andrà la presidenza di commissione, con il nome quasi certo di Anna Grazia Angolano, giornalista tarantina indicata dai vertici del Movimento, a partire dall’ex premier Giuseppe Conte. L’accordo, ancora ufficioso ma ormai definito, segna un primo bilanciamento dei poteri tra partiti e correnti interne, in attesa della formalizzazione ufficiale.
La spartizione dei ruoli dimostra come il Pd punti a consolidare leadership e visibilità, mantenendo sotto controllo le scelte strategiche della maggioranza, mentre Cinque Stelle e Per la Puglia trovano spazio operativo senza mettere in crisi l’unità del centrosinistra. Il retroscena politico racconta una trattativa serrata, con il capogruppo Pd Minerva in prima linea a mediare tra le ambizioni interne e le esigenze degli alleati, e la segreteria nazionale e regionale attentissima a non ripetere gli errori del passato: un equilibrio delicato che oggi troverà la sua conferma definitiva nel vertice di via Gentile.










