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Regione Puglia: dopo D’Elia alla Cultura, si lavora per completare la macchina amministrativa

In campo i nomi dell’ex sindaco di Bitonto Abbaticchio, di Covolo già al Comune di Bari e di Pacifico che potrebbe sostituire Montanaro alla Sanità

Regione Puglia: dopo D’Elia alla Cultura, si lavora per completare la macchina amministrativa

Il primo segnale arriva dal turismo, ma il messaggio è destinato a riverberarsi sull’intera macchina regionale. Il governatore Decaro ha aperto il risiko dei super dirigenti della Regione Puglia scegliendo Annibale D’Elia come nuovo direttore del Dipartimento Cultura, Istruzione, Turismo e Diritti civili.

Una nomina che va ben oltre il semplice rinnovo di un incarico amministrativo e che assume un preciso valore politico: fino a quando resterà vacante la delega al Turismo, dopo le dimissioni di Grazia Maria Starace, sarà infatti D’Elia il vero regista del comparto, il plenipotenziario chiamato a guidare uno dei settori più strategici dell’economia pugliese.

La Giunta regionale lo ha nominato ieri su proposta del presidente Decaro ai sensi del nuovo modello organizzativo Maia 2.0. L’incarico avrà durata triennale e rappresenta il primo tassello del profondo riassetto dell’alta dirigenza regionale, destinato a completarsi nelle prossime ore con le altre nomine di 12 direttori di dipartimento e del nuovo direttore generale.

La scelta non è casuale. D’Elia è considerato uno dei profili più autorevoli nel panorama nazionale delle politiche pubbliche innovative. Milanese, classe 1970, da oltre vent’anni lavora sui temi dello sviluppo territoriale, dell’innovazione e dell’economia della conoscenza. In Puglia ha lasciato il segno dirigendo il programma «Bollenti Spiriti», del compianto Guglielmo Minervini, diventato un modello nazionale per le politiche giovanili. Successivamente ha fatto parte della task force del ministero dell’Economia che ha contribuito alla definizione della normativa sulle startup innovative, collaborando poi con ministeri, università, fondazioni ed enti locali.

L’ultima esperienza lo ha visto protagonista al Comune di Milano, dove dal 2017 al 2025 ha ricoperto gli incarichi di direttore «Innovazione economica e sostegno all’impresa» e di direttore «Economia urbana, moda e design». Qui ha seguito dossier strategici come la rigenerazione degli spazi urbani, l’economia circolare, la manifattura 4.0, l’economia di prossimità e i grandi eventi dedicati alla moda e al design, maturando competenze che oggi Decaro punta a trasferire nella macchina regionale. Il peso della nomina è amplificato dall’attuale vuoto politico nell’assessorato al Turismo.

Ma quello di D’Elia è soltanto il primo movimento di una partita molto più ampia. Nelle prossime ore il governatore completerà il nuovo assetto dei vertici amministrativi previsto dal Maia 2.0. L’attenzione è concentrata soprattutto sulla Sanità, il dipartimento più delicato della Regione, dove la permanenza di Vito Montanaro appare tutt’altro che certa.

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza prende quota quello di Benny Pacifico, dirigente apicale della sanità regionale, indicato da molti come il possibile successore. Tra le caselle ancora da riempire figurano anche Urbanistica e Agricoltura. In pole per il primo dipartimento c’è Pompeo Colacicco, mentre Roberto Covolo viene indicato tra i candidati più accreditati per guidare l’Agricoltura. Sul tavolo resta infine la nomina del nuovo direttore generale della Regione, per la quale continua a circolare con forza il nome dell’ex sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio. Dopo il boom di oltre cinquecento candidature raccolte dal bando regionale, per Decaro è arrivato al momento delle decisioni.