Costruire un modello di accoglienza strutturato, condiviso e fondato sui bisogni reali dei territori. Prende ufficialmente il via in Puglia l’iter partecipativo per la redazione del nuovo Piano regionale delle Politiche migratorie, una programmazione strategica che attraverserà l’intera regione attraverso un ciclo di sei laboratori tematici provinciali, in programma dal 16 settembre al 12 novembre.
Il calendario dei lavori scatterà da Foggia per poi toccare tutti i capoluoghi pugliesi. Ciascun appuntamento sarà inaugurato da un inquadramento scientifico sui dati demografici e socio-economici, per poi articolarsi in sessioni plenarie e tavoli tecnici focalizzati sui quattro pilastri cardine individuati dalla Regione:
- Politiche per il lavoro: contrasto al caporalato, formazione e inserimento professionale qualificato;
- Politiche abitative: accesso a soluzioni alloggiative dignitose e superamento degli insediamenti informali;
- Tutela della salute: presa in carico sanitaria universale e medicina di prossimità;
- Empowerment e cittadinanza: percorsi di inclusione sociale, linguistica e partecipazione attiva delle seconde generazioni.
A chiarire l’orizzonte politico e civile dell’iniziativa è l’assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza con delega all’Integrazione, Silvia Miglietta: «L’obiettivo del percorso partecipativo è raccogliere contributi operativi e istanze dal basso per fissare priorità, strumenti e risorse operative. Se le Regioni non dispongono di competenze normative sulla gestione dei flussi migratori d’ingresso, hanno però la piena facoltà – e il dovere – di agire sul terreno dei diritti, garantendo un’integrazione effettiva a chi vive e lavora nelle nostre comunità».
Miglietta ha inoltre richiamato la complessità del quadro contemporaneo: «Guerre, povertà estreme, emergenze climatiche e un clima d’odio sempre più pervasivo, alimentato spesso ad arte dalla retorica politica contro chi cerca rifugio nel nostro Paese, impongono una riflessione profonda sul modello di società che vogliamo edificare. Abbiamo la precisa responsabilità di elaborare contromisure concrete ed efficaci per arginare questa deriva divisiva».
A supporto della stesura del Piano, l’amministrazione regionale – in collaborazione con il Consorzio Nova – ha predisposto due indagini conoscitive parallele: la prima è rivolta direttamente alla popolazione straniera con background migratorio, con il fine di misurarne il livello di inserimento socio-economico e le criticità quotidiane; la seconda punta invece a scandagliare la percezione e il grado di sensibilità delle comunità locali pugliesi rispetto alle dinamiche dell’accoglienza e della convivenza civile.
