Il dato è stato evidenziato nel recente rapporto Svimez, dove sostanzialmente si metteva in evidenza il buono stato di salute del comparto rispetto ad altri settori produttivi della Puglia, molti in grave sofferenza per le crisi internazionali e l’aumento dei costi.
A passarsela abbastanza bene rispetto ad altri è il settore pugliese degli investimenti pubblici nelle costruzioni. Un dato fotografa la situazione più di ogni altra parola o analisi: in Puglia gli investimenti pubblici nelle costruzioni crescono del 19,5 per cento. Un dato riferito al primo trimestre di quest’anno e che lascia intravedere un andamento positivo per tutta la seconda parte del 2026, sia pure alle prese con la frenata dell’economia a livello globale.
La situazione
Una crescita del 19,5%, nel primo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025 per gli investimenti pubblici dei Comuni in Puglia è quanto ha evidenziato l’Associazione regionale dei costruttori edili che rappresenta e tutela gli interessi degli imprenditori del settore delle costruzioni (Ance) che ha reso noti i dati Siope-Ragioneria dello Stato.
Si legge nella nota diffusa dall’associazione dei costruttori pugliesi: «Un passo in avanti sostenuto dall’accelerazione della spesa legata alla fase finale di attuazione del Pnrr e, in particolare, dagli investimenti in infrastrutture stradali, impianti sportivi ed edilizia pubblica. Il dato conferma il buon andamento del 2025 quando la spesa relativa agli investimenti infrastrutturali ha mostrato un aumento del 25,9% rispetto al 2024, pari a maggiori investimenti per opere pubbliche per circa 238 milioni di euro».
La dichiarazione
Per il presidente regionale, Gerardo Biancofiore, si tratta di un dato senz’altro positivo alla luce degli investimenti sostenuti per opere pubbliche. Una dinamica che Biancofiore si augura «sia sostenuta fino al 2027 dai lavori finanziati dai programmi europei Fesr e Fse+», con Ance che apprezza anche l’aggiornamento del prezzario da parte della Regione che recepisce le istanze espresse dalla associazione. «Non è un semplice adempimento amministrativo: è una scelta concreta che tutela la realizzabilità delle opere, sostiene la tenuta economica delle imprese e contribuisce ad assicurare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche».
