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Puglia, economia in frenata: nel 2025 crescita dell’1,69%. Crollano agricoltura ed edilizia

Il settore primario in caduta (-4,93%) e costruzioni in difficoltà (-4,58%). Lecce guida la crescita tra le province, Taranto chiude la classifica

Puglia, economia in frenata: nel 2025 crescita dell’1,69%. Crollano agricoltura ed edilizia
Un cantiere edile (foto di repertorio)

L’economia pugliese cresce, ma meno del resto d’Italia. E mentre i servizi avanzano, agricoltura e costruzioni arretrano pesantemente. Nel 2025 il valore aggiunto regionale ha raggiunto gli 86,2 miliardi di euro, con un incremento dell’1,69% rispetto all’anno precedente. Un risultato inferiore alla media nazionale (+2,30%) e a quella del Mezzogiorno (+2,24%), che relega la Puglia al diciottesimo posto tra le regioni italiane.

È la fotografia scattata dal Centro studi Tagliacarne e Unioncamere. A trainare la crescita sono le attività finanziarie, immobiliari, professionali e i servizi alle imprese, che segnano un +3,32%, la migliore performance nazionale, generando 22,56 miliardi di euro. Bene anche pubblica amministrazione, istruzione, sanità e servizi alla persona (+2,83%), mentre commercio, trasporti, turismo e comunicazione crescono del 2,40%.

Il quadro cambia radicalmente nei settori produttivi tradizionali. L’agricoltura perde il 4,93%, il peggior risultato d’Italia, contro una crescita nazionale del 6%. Le costruzioni arretrano del 4,58%, mentre nel Paese aumentano del 3,43%. Quasi ferma l’industria, che registra appena un +0,34%.

Tra le province, Lecce guida la crescita complessiva (+1,94%), davanti a Bari (+1,83%), Brindisi (+1,81%) e Foggia (+1,73%). Più indietro la Bat (+1,25%) e Taranto (+1,14%). Nessun territorio raggiunge la media nazionale.

Nell’industria spicca Foggia (+4,35%), mentre Taranto perde il 2,98%. Agricoltura e costruzioni arretrano in tutte e sei le province. La Bat conquista invece il primato nazionale nei servizi finanziari, immobiliari e professionali, con un incremento del 3,66%.

Resta pesante il divario nella ricchezza prodotta per abitante: 22.273 euro in Puglia contro i 34.317 della media italiana. Bari guida la graduatoria regionale con 25.884 euro, mentre la Bat chiude con 18.618.

«Servono investimenti, innovazione e politiche capaci di valorizzare le vocazioni dei territori», avverte Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia, richiamando il rischio di impoverimento della capacità industriale regionale.